a cura di Gianni Minasso
Non si è ancora spenta la recente eco dei IX Giochi Paralimpici Invernali di Torino e il mondo dello sport per disabili fa ancora sentire la sua voce grazie ai nuovi primati di cui parleremo in questo numero della rubrica. Pittura, killer bizzarri e sogni inconfessabili saranno gli altri “interessanti” argomenti trattati. Scrivete a ilmiodistrofico@uildm.it, una delle poche cose decenti che potrete fare contro la distrofia.
Per sport (risate amare)
Oltre a numerosi record relativi, ad esempio, all’alto tasso di precoci ascese al cielo, al consumo di gomme per carrozzina e al pompaggio giornaliero di aria dai respiratori, i bravi atleti distrofici continuano a mietere prestigiosi risultati sportivi in molti altri campi. Considerando la lunghezza dell’elenco completo di questi exploit, ci accontentiamo di citarne solo qualcuno fra i più significativi.
- Assegnata la medaglia d’argento al Becker greco Papadopulos Stoikos che è riuscito a lottare per un’intera notte contro una voluminosa piega del suo pigiama situata sotto al sedere. Solo al mattino, dopo uno strenuo combattimento, il coriaceo atleta ellenico si è arreso e così la sua badante rumena, autrice serale della vistosa ondulazione, ha potuto decretare la vittoria di quest’ultima.
- Michelle Maladroite, distrofica parigina, si è rovesciata addosso per quattro volte di seguito lo stesso bicchiere di birra che le sue braccine non riuscivano a sollevare. Grazie a questa prodezza, la campionessa francese ha stabilito un nuovo primato di nuoto nel malto.
- Il record di lancio del moccolo è stato clamorosamente infranto dal Duchenne statunitense Peter Curse che ha scagliato una bestemmia in aramaico antico a ben due isolati di distanza. Il bel gesto atletico è stato provocato dall’aver ascoltato per l’ennesima volta la stessa frase pronunciata da un normodotato: «Certo che con quelle carrozzine potete andare dappertutto... Siete proprio fortunati!».
- Salto in lungo da primato per il Cingoli inglese Jack Jumping Flash che, spinto in carrozzina dalla forzuta zia miope, è stato sbalzato per terra a 1,35 metri di distanza grazie ad una buca presente sul selciato del marciapiede. La lucente medaglia d’oro gli è stata direttamente consegnata nel reparto di traumatologia dov’è stato ricoverato.
- L’edizione 2006 della Maratona INPS è stata vinta dall’italiano Achille Ruotaveloce, unico concorrente distrofico che è riuscito a percorrere i canonici 42,195 chilometri di corridoi delle varie strutture pubbliche prima di tagliare il traguardo: la sospirata concessione della microscopica indennità di accompagnamento.
I killer del distrofico
Bisogna sapere che, anche più spesso di quanto sia immaginabile, si incontrano in giro veri e propri assassini i quali, inconsapevolmente e senza magari averne l’intenzione, uccidono la già ridotta voglia di vivere e il microscopico buonumore che un povero distrofico è stato in grado di conservare. Prendetene nota e aiutateci a renderli innocui. Non sarà di certo la soluzione definitiva per i problemi di un Duchenne, ma la loro neutralizzazione potrà senz’altro strappargli un sorriso. Ecco le segnalazioni relative a una dozzina di questi incalliti criminali.
- La vecchietta che chiede stupita cosa ci è successo
- La bella ragazza (o il bel ragazzo) che ci adorano, ma continueranno a restarci amici/che
- L’ortopedico che cerca di convincerci della bontà di una scomoda carrozzina nuova
- Il nostro fisioterapista, dopo una furibonda lite con moglie e suocera
- Il neurologo che si crede l’unico depositario della nostra sorte
- Il medico che, infilandoci gli aghi dell’elettromiografia, si meraviglia della nostra insofferenza
- Chi ha rotto la bottiglia i cui cocci bucheranno una ruota della nostra carrozzina
- I bambini che, a bocca aperta, ci indicano con il ditino
- Il santone che con un decotto di erbe (e 200 euro in contanti) pretende di guarirci
- Il prete che, benedicendoci, blatera sul nostro futuro ingresso in un molto ipotetico regno dei cieli
- Il burocrate che si impegnerà a risolvere “sul territorio” un qualche nostro problema
- Tutti quelli che commentano il nostro passaggio utilizzando il diminutivo «Poverino!».
I grandi sogni

La crudezza dell’immagine è stata volutamente mascherata...
Cosa sognano ad occhi aperti i miodistrofici? Al di là della gagliardia muscolare mancante, cosa mai desidererebbero ottenere? Alle volte queste fantasie sono piccola cosa, ad esempio preparare un falò di padelle e pappagalli e finalmente (se maschietti) fare la pipì in posizione eretta, magari contro un albero, o da sedute (se femminucce) su una normalissima tazza di porcellana.
Detto ciò, cari normodotati, non storcete il naso e non sorridete di queste innocenti chimere, provate piuttosto a mettere le vostre parti intime a contatto con questi arnesi di plastica per qualche lustro e poi ne riparleremo!...
Galleria

Pablo Tiscasso: “Distrofico acrobata sul sollevatore” (1930)