DM 159 - SETTEMBRE 2006 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

IL MIO DISTROFICO - giugno 2006

a cura di Gianni Minasso

 

Non si è ancora spenta la recente eco dei IX Giochi Paralimpici Invernali di Torino e il mondo dello sport per disabili fa ancora sentire la sua voce grazie ai nuovi primati di cui parleremo in questo numero della rubrica. Pittura, killer bizzarri e sogni inconfessabili saranno gli altri “interessanti” argomenti trattati. Scrivete a ilmiodistrofico@uildm.it, una delle poche cose decenti che potrete fare contro la distrofia.

Per sport (risate amare)

Oltre a numerosi record relativi, ad esempio, all’alto tasso di precoci ascese al cielo, al consumo di gomme per carrozzina e al pompaggio giornaliero di aria dai respiratori, i bravi atleti distrofici continuano a mietere prestigiosi risultati sportivi in molti altri campi. Considerando la lunghezza dell’elenco completo di questi exploit, ci accontentiamo di citarne solo qualcuno fra i più significativi.

 

I killer del distrofico

 

Bisogna sapere che, anche più spesso di quanto sia immaginabile, si incontrano in giro veri e propri assassini i quali, inconsapevolmente e senza magari averne l’intenzione, uccidono la già ridotta voglia di vivere e il microscopico buonumore che un povero distrofico è stato in grado di conservare. Prendetene nota e aiutateci a renderli innocui. Non sarà di certo la soluzione definitiva per i problemi di un Duchenne, ma la loro neutralizzazione potrà senz’altro strappargli un sorriso. Ecco le segnalazioni relative a una dozzina di questi incalliti criminali.

I grandi sogni

La crudezza dell’immagine è stata volutamente mascherata...
La crudezza dell’immagine è stata volutamente mascherata...

 

Cosa sognano ad occhi aperti i miodistrofici? Al di là della gagliardia muscolare mancante, cosa mai desidererebbero ottenere? Alle volte queste fantasie sono piccola cosa, ad esempio preparare un falò di padelle e pappagalli e finalmente (se maschietti) fare la pipì in posizione eretta, magari contro un albero, o da sedute (se femminucce) su una normalissima tazza di porcellana.

Detto ciò, cari normodotati, non storcete il naso e non sorridete di queste innocenti chimere, provate piuttosto a mettere le vostre parti intime a contatto con questi arnesi di plastica per qualche lustro e poi ne riparleremo!...

Galleria

Pablo Tiscasso: “Distrofico acrobata sul sollevatore” (1930)