DM 159 - SETTEMBRE 2006 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

A Messina, in un giorno di luglio

di Domenico Congiusta

 

Quando nemmeno la disabilità e tanti problemi di salute possono fermare la volontà di farcela. La storia di una laurea, un percorso importante per chiunque pensi di dover abbandonare i propri progetti di vita

 

Il 19 luglio 2006 è una data che non dimenticherò: ho raggiunto infatti un traguardo tanto desiderato quanto tormentato, con la laurea in lettere all’Università di Messina e la valutazione di 110 e lode.

E una volta discussa la tesi, dopo la successiva, emozionante proclamazione, la sorpresa forse più grande: una medaglia ricordo ricevuta dal rettore, una maglietta e un cappellino con lo stemma dell’ateneo messinese dal preside di facoltà e dal rappresentante degli studenti, in vista del meritato riposo estivo. Ma prima di poter vivere questi meravigliosi momenti, quanta fatica...

Nel bel mezzo di un terremoto

Infatti, dopo un regolare e sistematico inizio del corso di studi, purtroppo, a causa di un veloce peggioramento della mia salute che ha determinato una grave insufficienza respiratoria e l’immobilità quasi totale, ho dovuto sospendere gli studi stessi per più di tre anni e abbandonare tutti gli impegni, le attività e gli svaghi che prima occupavano le mie giornate.

Quando nel giro di sei mesi ti ritrovi a respirare con difficoltà e devi aggiungere all’abituale ventilazione meccanica notturna anche quella diurna, quando passi da un’alimentazione normale ad una con gli omogeneizzati e dimagrisci rapidamente, in aggiunta a tante altre complicanze, senza la possibilità di abituarti gradualmente alla nuova situazione, ti demoralizzi e il tuo stato psicofisico va letteralmente in frantumi. Non sai più cosa pensare né cosa fare, ricorri subito ai ripari, rivolgendoti ai tuoi medici di fiducia e ai centri specializzati, stravolgendo la tua abituale routine di vita.

In quei momenti l’ultimo dei tuoi pensieri è lo studio o la vita sociale. Sembra di trovarsi nel bel mezzo di un terremoto e non sai come andrà a finire. Solo con un lavoro certosino e delicato è possibile ricomporre, se non del tutto almeno in parte, i pezzi rotti.

All’esame con il ventilatore

Nella mia esperienza personale, la forza d’animo e la volontà, le ammirevoli attenzioni dei miei familiari, le cure tempestive degli specialisti, gli ausili sanitari hanno permesso una parziale ripresa della situazione fisica e l’adattamento alla mia nuova realtà quotidiana.

Raggiunto poi questo delicato equilibrio, per come ho potuto, ho cercato di riprendere ciò che avevo accantonato, ricordandomi ad esempio del mio impegno sociale di presidente della UILDM di Siderno, ricordandomi anche di essere membro di un gruppo di scout, ma soprattutto ricordandomi di voler completare il ciclo dei miei studi.

Rispolverata quindi la borsa universitaria, ho iniziato a contattare la segreteria, il numero verde e il servizio di tutorato della mia facoltà, che mi hanno dato tutte le indicazioni utili per avere i programmi didattici, per potermi prenotare e poi sostenere gli esami. Inoltre, essendo stato dotato di un computer portatile dall’ateneo come ausilio per lo studio, ho potuto trasferire tutti i testi cartacei su CD-Rom e di buona lena ho iniziato nuovamente a studiare e a presentarmi il giorno degli esami, a bordo della mia carrozzina equipaggiata di ventilatore, dinanzi alla cattedra dei professori, per essere interrogato.

Non mollate mai!

Nonostante questa mia nuova situazione di salute, ho sostenuto gli ultimi cinque esami e mi sono dedicato all’elaborazione della tesi in Storia del Cristianesimo (titolo: Pagani e Cristiani tra II e IV secolo), in attesa del sospirato giorno della laurea.

E oggi, dopo che tutto è andato nel migliore dei modi, mi trovo qui a scrivere queste parole con la speranza che la mia esperienza personale possa servire di aiuto e di stimolo a tutti coloro che trovandosi in grosse difficoltà di salute, siano convinti di dover lasciare perdere i propri progetti di vita.