di Romina Sgarra
Hanno lasciato il segno, per molte persone della UILDM, le Manifestazioni Nazionali di maggio, a Marina di Varcaturo, presso Napoli. Un’edizione particolarmente riuscita, che merita certamente un altro bel ricordo
Avevo cominciato con i preparativi per l’annuale momento di incontro UILDM già nel 2005, quando i nostri delegati, al ritorno dalle Manifestazioni di Milano, ci avevano comunicato che fra le sedi candidate per il 2006 ci sarebbe stato il capoluogo partenopeo.
Non avevo mai visitato Napoli e anche se il villaggio turistico che ospitava l’evento si trovava a quindici chilometri dal centro, avvicinandomi sentivo già l’ebbrezza e il calore che provavo ogni volta che i miei amici mi raccontavano delle loro gite in questa città...
Chi conosce la mia penna sa ormai che non amo troppo proporre resoconti dettagliati dei fatti, quanto l’insieme di sensazioni che mi accompagnano nelle mie piccole-grandi avventure. E in genere sono anche solita lasciare i ringraziamenti in chiusura dei miei scritti, ma in questo caso voglio fare eccezione poiché, per la terza volta, tre dei nostri delegati - fra cui chi scrive - hanno partecipato alle Manifestazioni Nazionali UILDM grazie al gemellaggio, nato nel 2000, tra la nostra Sezione di Albenga e quella di Venezia, voluto allora dal grande capitano Marella e continuato negli anni grazie alla generosità dei nostri “serenissimi” amici.
Dato il lungo tragitto che separa Albenga da Marina di Varcaturo, abbiamo deciso di arrivare il giorno prima dell’apertura dei lavori, accolti con cordialità e sollecitudine dalle ragazze che svolgono il Servizio Civile Volontario alla UILDM di Napoli e dal consigliere nazionale responsabile delle Sezioni, Enzo Marcheschi, preciso e premuroso come sempre.
Dibattiti e convegni, poi, si sono susseguiti nei tre giorni successivi, chiudendosi il giorno prima del nostro rientro, con l’Assemblea dei Delegati, durante la quale sono intervenute anche alcune autorità istituzionali della Regione Campania e del Comune di Napoli e si è votato per il rinnovo del Collegio dei Probiviri, con la riconferma di stimatissimi “veterani” dell’Associazione.
Potrà sembrare strano, ma anche una formalissima assemblea può regalare delle emozioni. Veder salire ad esempio il capitano Marella sul palco è diventata ormai “un’attesa consuetudine”. Se fossi io a presiedere, non riuscirei mai a dichiarare conclusi i lavori, senza prima sentire le sue opinioni in merito! In tale occasione abbiamo anche saputo della nascita del figlio di Alberto Fontana, nostro presidente nazionale. A lui e alla sua signora sono andate le nostre più vive congratulazioni.
Nonostante gli impegni, abbiamo ugualmente voluto ritagliarci qualche spazio, seppur di poche ore, per andare a Napoli. Dal momento che nessuno di noi aveva mai avuto occasione di visitare la città “più cantata” al mondo, abbiamo chiesto e ottenuto il supporto di una guida attenta e capace - e soprattutto napoletana verace - che ci ha permesso di trascorrere momenti di grande vivacità, puntando dritti al cuore di quello che è definito “O paese do sole”, non tanto per la temperatura atmosferica (faceva meno caldo che da noi!), quanto per quella della gente incontrata per strada e nei locali, pronta in ogni momento ad aiutarci a superare i gradini che ci separavano dai capolavori che rendono Napoli una delle più belle città d’arte italiane.
Infatti, quando si pensa a Napoli, vengono subito alla mente la baia, le isole dell’arcipelago, la costa, ma non si può dimenticare che stiamo parlando di una città che è stata “capitale” per secoli, ricca di storia, di diverse etnie che si vedono ancora rappresentate nei quartieri del centro e di luoghi di culto come la Chiesa del Gesù e il Monastero di Santa Chiara (fra i pochi che siamo riusciti ad ammirare), così suggestivi da toglierti il fiato, per non parlare poi di Piazza del Plebiscito che per un attimo mi ha fatto sentire colta da una sorta di sindrome di Stendhal, consentendomi quasi di vedere gli Angiò e gli Aragona affacciarsi da una delle finestre del Palazzo Reale, purtroppo non visitabile perché in ristrutturazione… Eh sì, “bella Napoli” non è solo il nome di una pizza!
I nostri giorni napoletani non escludono certo i momenti coinvolgenti trascorsi al Villaggio Stella Maris, interamente accessibile, ad esclusione dei bagni. Ogni volta che partecipo alle Manifestazioni UILDM mi si stringe il cuore a dover incontrare e poi salutare dopo qualche giorno le persone che hanno lasciato un segno indelebile nella mia vita di “figlia della UILDM”. Non faccio nomi per non correre il rischio di dimenticare qualcuno, ma allo stesso tempo mi riempie di gioia constatare che, molte di queste, sono le stesse da tanti anni, alcune addirittura da quando è nata la UILDM, come il già citato capitano Marella, che non finisce mai di stupirci con i suoi interventi e riflessioni, posti con la stessa voglia di cambiamenti e miglioramenti che hanno i ragazzi con sessant’anni di meno.
E tanto di cappello anche alla professionalità dei relatori partecipanti ai vari incontri, per le capacità informative, la chiarezza e la concisione con cui si sono rivolti a tutti i presenti, permettendoci di recepire nozioni importanti per la crescita delle nostre Sezioni.
Cosa fa vincere la paura e l’ansia di affrontare un viaggio tanto lungo e un soggiorno così stancante? La consapevolezza di avere accanto persone che hanno la capacità di far volare il tempo con quella serenità vera, che ti fa godere per tutto ciò che vedi e che senti: se si vede già mezzo bicchiere pieno, si ha lo stimolo per riempirlo con esperienze nuove e gratificanti. E non dimentichiamo che abbiamo avuto il piacere e l’onore di viaggiare con Alfonso Salata, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Albenga, oltre che nostro ex presidente di Sezione!
Il mio ringraziamento più grande va comunque alla mia amica “tridimensionale” Francesca, con cui ho condiviso quegli indimenticabili momenti, che è riuscita a ricoprire egregiamente e contemporaneamente il ruolo di volontaria, segretaria e delegata! Si suol definire persone come lei “Volontari con la V maiuscola”, nel suo caso anche in grassetto e sottolineata!
Ora forse comprendo meglio la magia di cui si parla nelle canzoni napoletane…