DM 160 DICEMBRE 2006 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Il ponte che non c’è

a cura di Barbara Pianca

 

Al quarto ponte sul Canal Grande di Venezia, progettato da Santiago Calatrava, che tante proteste aveva suscitato tra le persone con disabilità, avevamo dedicato anche un dossier. Ma quando verrà inaugurato?

 

Vi ricordate del quarto ponte sul Canal Grande di Venezia, quello progettato dal celebre architetto Santiago Calatrava, con soluzioni che non tenevano conto dell’accessibilità? Che cosa è successo dopo il dossier da noi pubblicato in DM 152 (Il quarto ponte di Venezia) e i successivi aggiornamenti (DM 153, Il ponte si fa attendere; DM 154, Approvata l’ovovia; DM 155, Sarà solo un ponte da attraversare)?

C’era una volta

Il nostro dossier - datato settembre 2004 - raccontava la storia della progettazione di un’opera architettonica del XXI secolo priva della caratteristica dell’accessibilità. Una vicenda, purtroppo, come tante altre, non fosse che il progetto in questione riguarda il ponte che avrebbe dovuto unire per la quarta volta nella Storia (dopo i ponti di Rialto, dell’Accademia e degli Scalzi) le due sponde del Canal Grande di Venezia.

Subito dopo la presentazione del progetto, oltre a registrare pareri e malumori, avevamo presentato le soluzioni avanzate da alcuni esperti che tentavano di rendere accessibile a posteriori il progetto di un’opera nata inaccessibile. Tra queste, il Comune di Venezia aveva accettato di costruire un’ovovia a scorrimento lungo un binario fissato sotto la pavimentazione del ponte.

Il ponte è a Marghera...

Oggi, alla fine del 2006, le sponde della stazione di Venezia e di Piazzale Roma continuano a guardarsi senza toccarsi. Infatti, non solo dell’ovovia, ma del ponte stesso che doveva unirle è appena visibile qualche ombra, consistente in impalcature e cartelli informativi. Che cosa è successo?

Ripartiamo da capo. Venezia è una città speciale. Il suo Canal Grande è attraversato da tre ponti storici, testimonianze di epoche passate. La nuova costruzione avrebbe dovuto forse lasciare un segno tangibile di architettura moderna nella storia urbanistica lagunare, ma la sua utilità fu contestata fin dall’inizio. Di questo parere, ad esempio, era Giampaolo Lavezzo, consigliere nazionale della FISH (Federazione Italiana Superamento dell’Handicap), da noi intervistato nel 2004. E proprio da lui siamo tornati per farci aiutare a scoprire come finirà la storia del “ponte che non c’è”. «Veramente il ponte c’è», spiega Lavezzo, «è montato dentro un cantiere di Marghera e quest’estate l’hanno fatto vedere alla stampa»...

Il malcontento cresce

«Vi dico quello che so da cittadino di Venezia», continua Lavezzo. «I giornali fanno riferimento ad un problema legale, in merito a dei contenziosi tra alcune ditte coinvolte e ad uno tecnico, non previsto, relativo sia alla struttura del ponte (sembra che oscilli fino a quattro, cinque centimetri, ciò che in teoria non dovrebbe essere preoccupante), sia al trasporto dello stesso a destinazione. Dovrebbe venire traghettato sotto Rialto e, con la marea troppo bassa, l’imbarcazione che lo trasporta si arenerebbe, mentre se fosse troppo alta, i pezzi del ponte nuovo urterebbero contro quello di Rialto!».

Ma qual è l’umore della cittadinanza nella lunga attesa? «Alcuni sono trepidanti. Conosco una donna che non vede l’ora di inaugurarlo ed è in carrozzina! Ma per altri, ostili fin dall’inizio, il malcontento cresce. D’altronde il costo iniziale di realizzazione è raddoppiato e l’opera, pur artisticamente pregiata e importante, è inutile, visto che unisce, in un punto molto ventoso, due sponde già altrimenti collegate. Personalmente, temo che, se si verificheranno i vari problemi tecnici che alcuni paventano, il ponte, pur montato, sarà inagibile anche ai non disabili».

2007 l’anno buono?

A questo punto decidiamo di raggiungere la fonte stessa delle notizie diffuse dalla stampa locale e parliamo con l’assessore ai trasporti del Comune di Venezia, Mara Rumiz, la quale ci conferma che «il ponte, montato, si trova presso la Banchina dell’Azoto a Marghera. Sono in corso lavori per la metallizzazione e la costruzione degli scalini e per altre opere di finitura». Quanto al contenzioso, esso è sorto «tra l’impresa che ha vinto l’appalto e quella fornitrice. Ma se ha provocato dei ritardi», assicura l’assessore, «dopo la sentenza di primo grado non dovrebbero esserci ulteriori problemi per il varo del ponte».

Quali tempi si prevedono, dunque? «È stato presentato il piano di varo, comprensivo del trasporto e del montaggio del ponte. Si tratta di operazioni complesse, ma ormai definite dai tecnici dell’impresa. Verrà presto convocata una Conferenza di Servizi per mettere a punto il piano con tutti i soggetti interessati (ACTV, Autorità Portuale, Ufficio Traffico Acqueo, Polizia Urbana, Centro Maree ecc.) e dopo le festività natalizie verranno iniziati i lavori per l’installazione dei pali di sostegno. Il ponte, dunque, verrà montato subito dopo Carnevale. Non so precisare la data di inaugurazione perché, dopo il montaggio, serviranno altri lavori di completamento. Ci vorrà ancora qualche mese».

L’ultima parola sull’ovovia

Quanto all’ovovia, su di essa piovono critiche relative ai costi (500.000 euro), ai tempi di attraversamento (fino a quasi mezz’ora se la cabina si trova sull’altra sponda e deve attraversare l’arcata due volte, per un totale di sedici minuti, più altro tempo per l’imbarco e lo sbarco della carrozzina), alla praticità (sia che la chiamata venga gestita attraverso un pulsante, azionabile da tutti e quindi anche dai vandali, sia attraverso una chiave, complicata da reperire per il turista occasionale) e all’integrazione (scorrendo sotto la pavimentazione del ponte, l’ovovia isola i propri ospiti dal resto della gente che cammina giusto sopra).

Si dice anche che di fronte a tutti questi problemi il Comune abbia desistito e non intenda farne più nulla, ma l’assessore Rumiz ci smentisce: «Non è assolutamente vero. L’ovovia è in fase avanzata di costruzione e contemporaneamente si è in attesa della prescritta omologazione da parte del Ministero dei Trasporti».

Stando alle ultime dichiarazioni, dunque, la nostra storia dovrebbe concludersi con una gita dentro alla scintillante ovovia che scorrerà sotto al ponte di Calatrava. Non mancheremo di raccontarvela prossimamente.