DM 160 DICEMBRE 2006 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Quante cose muoveva Daniel!

Ancora parole che non vorremmo mai scrivere, quelle dedicate alle persone che giorno dopo giorno hanno costruito la storia della UILDM e che da poco tempo ci hanno lasciato, come Daniel Granger, segretario della Sezione di Firenze

 

«Ti abbiamo salutato quasi in silenzio, Daniel, il 30 ottobre. La UILDM di Firenze ha perso il suo prezioso segretario e soprattutto un carissimo amico. Esperto di computer, era lui che curava le relazioni della Sezione, era responsabile del tesseramento e uno dei formatori dei volontari del servizio civile. Sempre presente in tutte le iniziative e in eventi come la Giornata Nazionale UILDM e Telethon - nonostante le rigide temperature di dicembre - Daniel ha portato a termine i suoi studi in modo esemplare. Vogliamo ricordarti proprio in quei momenti, allegro e soddisfatto, dopo la tua laurea in storia con 110 e lode. Continueremo a sostenere chi, come te, è stato meno fortunato, imparando dalla tua tenacia e voglia di vivere».

Questo abbiamo ricevuto in redazione da Antonio Bastianacci della UILDM di Firenze, dopo la scomparsa di Daniel Granger e subito il ricordo è naturalmente tornato a DM 155 (www.uildm.org/dm/155/misc/46laureeweb.html), ove avevamo appunto parlato del neodottore fiorentino.

Ora ci piace dare spazio ad alcuni brani della lunga e bella lettera scritta da Massimiliano Marvasi sull’amico Daniel.

«Come posso raccontare i tanti giorni passati con Daniel? Sono emozioni che non posso descrivere. Posso scrivere delle nostre giornate al computer? Sono emozioni. Le partite della Fiorentina, i gran premi? Emozioni. L’alzare il braccio, tirare la testa? Ancora emozioni.

Daniel mi ha permesso di vivere accanto a lui facendomi sentire parte di lui. Parte delle sue gioie, parte delle sue voglie, parte delle sue noie. Tantissime cose in comune. Tantissimi argomenti erano gli stessi, per primo la gioia di vivere, che è stata la forza che ha sempre mosso le sue azioni, che ha mosso le sue numerosissime amicizie. Aveva la capacità di essere una persona indipendente.

Quando spingevo la carrozzina, mi scordavo di spingerla, mi pareva che venisse con me. Quando esultavamo per un gol della Fiorentina gioivamo, ridevamo, mi pareva che si muovesse molto di più di quanto faceva. Quando cucinavamo o imbottigliavamo il vino mi aiutava passandomi le cose, o forse no perché non poteva, ma gli oggetti si muovevano... Non è una metafora stupida, Daniel aveva realmente la forza di muovere quel che voleva, stando nella sua carrozzina, aveva la forza di muovere i miei pensieri, le mie azioni, le mie giornate, muovere la mia ricerca di lui. Era fermo, ma quante cose muoveva… Ma come? Io non lo so, sono sempre emozioni che adesso mi risvegliano un senso di immenso vuoto...».

(S.B.)