Proviene dagli Stati Uniti (Università della Virginia) una novità sulla distrofia miotonica, con lo studio di Mani Mahadevan, che ha messo a punto, sui topolini, un trattamento in grado di eliminare la molecola tossica presente nei muscoli dei malati, ripristinando così la funzionalità dei muscoli scheletrici e del cuore nei modelli animali.
Si tratta della prima dimostrazione che in linea di principio la distrofia miotonica può essere guarita eliminandone la causa - ovvero la molecola difettosa derivante dal difetto genetico - ciò che apre promettenti prospettive future.