Si sono date appuntamento ad Oristano, il 27 febbraio, le associazioni regionali di volontariato che operano per la tutela dei diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari. Scopo dell’incontro, cui hanno preso parte ben ventisette organizzazioni, era quello di dare formalmente vita alla FISH Regionale (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), dopo un anno di confronto e discussioni sul senso di appartenenza a tale organismo, gli obiettivi da raggiungere e le priorità da affrontare.
Le associazioni aderenti, che rappresentano il variegato mondo della disabilità fisica, psichica e sensoriale, sono impegnate da anni in battaglie per il riconoscimento del diritto all’assistenza, all’inserimento scolastico e lavorativo, in un percorso di confronto con le istituzioni, fatto di dialogo, ma anche di rivendicazione di diritti negati. Che dunque un numero così alto di organismi abbia scelto di unirsi per portare avanti compatti tali istanze, è la dimostrazione che l’unione giova all’associazionismo, quando si tratta di perseguire obiettivi comuni.
Nel corso dell’incontro, l’Assemblea Costituente ha eletto il Consiglio Direttivo, presieduto da Alfio Desogus, responsabile dell’RP Sardegna e composto dai rappresentanti dell’ AFARP di Sassari (Associazioni Familiari per l’Attuazione della Riforma Psichiatrica) e dell’Associazione La Sorgente, anch’essa di Sassari.
Dopo l’approvazione dello Statuto, è stato stilato un fitto calendario di impegni, a partire da un incontro con i vertici del Consiglio Regionale, per sottolineare, ancora una volta, che le politiche regionali devono tenere conto delle istanze dei portatori di handicap, in un percorso di partecipazione attiva e coprogettazione, a maggior ragione quando è possibile contare su organismi rappresentativi a livello nazionale quale la FISH.
Uno dei prossimi obiettivi della FISH Sardegna sarà inoltre quello di fare approvare la legge che istituisce la Consulta Regionale delle Associazioni dei Disabili, in attesa di una prossima discussione da parte della commissione del Consiglio Regionale, successiva all’impegno formale di larga parte dei politici sardi.
«Si tratta - è stato detto ad Oristano - di un adempimento importante e decisivo per dare unitarietà progettuale alle aspettative delle persone con disabilità e per dare coerente e lineare attuazione delle scelte adottate nella recente legislazione sociale». Obiettivi, questi, che potranno essere raggiunti soltanto attraverso l’impegno compatto e costante delle organizzazioni sarde, sempre più consapevoli che insieme è possibile promuovere la cultura dell’inclusione, del diritto di cittadinanza e delle pari opportunità per le persone disabili.
(Francesca Arcadu)