«Catello Labriola non c’è più. La sua scomparsa lascia un vuoto enorme in tutti coloro che l’hanno conosciuto e apprezzato per le sue doti morali, l’intelligenza e l’altruismo. Lo ringraziamo per averci fatto conoscere il senso del rigore e la sua passione per la giustizia, la ferma determinazione per il riconoscimento dei diritti e il contagioso amore per la vita». Non possiamo che confermare ogni parola di quanto ci ha scritto in gennaio il Comitato Regionale Campano UILDM, per ricordare il suo vicepresidente.
Aveva collaborato anche con DM, Catello - laureato in filosofia con il quale tanto spesso avevamo parlato di “minimi e massimi sistemi” - e lo avevano fatto altre due care persone che abbiamo avuto modo di conoscere e stimare in questi anni: Massimo Bergami, della UILDM di Bologna, dalla quale ci hanno scritto: «Laureato in lettere, da molti anni consigliere e segretario della nostra Sezione, con la sua straordinaria sensibilità, Massimo sapeva cogliere gli aspetti positivi di una vita difficile, con quella dolce ironia e serena disponibilità che lo hanno sempre accompagnato».
Di Alfredo Tommasi, infine, per tanti anni presidente della UILDM di Belluno, ci piace ricordare l’impegno immutato, anche dopo la scomparsa del figlio Fabrizio, a ventitré anni, e le sue iniziative di collaborazione con l’amico Zaharia Ciuchur, anch’egli genitore di un ragazzo miodistrofico, nel tentativo di avviare un “Telethon romeno”.
Catello, Massimo, Alfredo: perdite gravi di persone vere, che la UILDM e DM non potranno dimenticare.
(S.B.)