DM 161 - MARZO 2007 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Alla gogna del parcheggio

Vorrei rendere partecipi i lettori di DM di un ulteriore disagio che le persone con disabilità devono affrontare quando, per comodità (tempo/traffico), decidono di voler prendere la metropolitana per recarsi verso il centro di Milano. Come esempio pratico citerò il parcheggio di Bisceglie, ma ho potuto riscontrato il medesimo fenomeno in tutti gli altri parcheggi gestiti dall’ATM.

All’arrivo nel parcheggio (previo ritiro del biglietto alla sbarra automatica), i posti riservati non mancano e quindi, con gran comodità, si può lasciare l’auto, esponendo il tagliando arancione, per dirigersi poi alla banchina dei treni. I problemi, però, sorgono al ritorno. Infatti, dal momento che l’ATM offre la gratuità ai disabili solo ed esclusivamente alla presentazione del biglietto ritirato all’ingresso, accompagnato dal tagliando arancione, il disabile deve transitare davanti alla cassa (via obbligata per tutti), raggiungere l’auto, aprirla per prendere il tagliando stesso, esposto sul cruscotto, richiuderla e tornare alla cassa (con relativa e immancabile coda).

A questo punto inizia la fase della registrazione, ovvero su un semplice foglio di carta vengono trascritti: il numero di concessione, il Comune di appartenenza del disabile, l’orario d’ingresso e quello di uscita. Non essendo l’operazione di breve durata, si è in genere vittime dei mugugni provenienti dai clienti in coda, che aspettano che tutta l’operazione volga al termine, ma, ciò che è più incredibile è la maleducazione di numerosi dipendenti ATM che rendono l’operazione una vera e propria “gogna pubblica”, mostrando come scusante del rallentamento il tagliando arancione a tutte le altre persone, alla faccia della privacy, per non parlare dei commenti a denti stretti, più volte segnalati all’Azienda, ma senza risultato...

Dovendo utilizzare la metropolitana tutti i giorni per recarmi al lavoro, ho personalmente proposto all’ATM di approntare una tessera con foto - per me e per tutti quelli nella mia stessa situazione - , da presentare alla cassa, evitando quindi di farmi fare il doppio della strada (alla faccia dell’handicap...) e di espormi “alla gogna”: per il momento, però, risposte zero!

Maurizio Villa

villa.maurizio61@libero.it