a cura di Gianni Minasso
Venticinque anni fa uscì Blade Runner, un film di fantascienza diretto da Ridley Scott, che diventò subito famoso. La pellicola raccontava di un’ipotetica società postmoderna nella quale si svolgeva una feroce caccia ad alcuni replicanti evasi da colonie extraterrestri. Dell’opera cinematografica sono soprattutto rimaste nella memoria collettiva (ma anche stampate su milioni di magliette) le parole «Ho visto cose che...», che il replicante Roy Batty rivolgeva a Rick Deckard (alias Harrison Ford).
«Il Mio Distrofico» si pregia di offrirne qui una (si spera) simpatica parodia. Per il resto il solito quesito fotografico e un po’ di oscuro burocratese completeranno il menu odierno. Insoddisfatti e membri del mio fan club, scrivete tutti a ilmiodistrofico@uildm.it.

1. I parcheggi riservati di alcuni nipotini diversamente abili di Toro Seduto
2. Lamentele contro i privilegi del welfare state? Ai disabili conviene fare gli indiani...
3. Una folcloristica e attrezzatissima area da picnic nordamericana
(Soluzione: n. 3)

Un colpo da maestri: riunire due rubriche in una sola! Come abbiamo fatto? Semplice: è bastato restare a casa nostra, aprire DM n. 108 del novembre 1992 a pagina 21 e qui leggere il paragrafo dedicato al Volontariato degli astrusi Programmi 1993-1995 della UILDM, Direzione Nazionale. La traduzione, come sempre, è più sotto.
Burocratese
Un vero volontariato non si esaurisce nella promozione e nella gestione di servizi, ma agisce come forza culturale di cambiamento delle strutture della società e delle istituzioni; anche quando gestisce servizi non accetta di essere suppletivo e quindi elemento di arretramento della coscienza collettiva sociale.
Traduzione in italiano
Cari distrofichetti, sono un vostro volontario e quindi fatemi pure guidare i pulmini nel traffico delle ore di punta, mettetemi dietro un banchetto a prendere freddo, chiedetemi di svuotarvi i pappagalli, ma per favore… non costringetemi a fare la bella statuina di fronte a un assessore o a un dirigente comunale!

Io, distrofico, ne ho viste cose che voi umani normodotati non potreste immaginarvi...
Ho visto neurologi diagnosticarmi la Becker e aggiungere «…Ma non si preoccupi!».
Ho visto afflosciarsi miseramente quintalate di turgidi muscoli.
Ho visto fisioterapisti dalle grandi mani massacrare le mie gracili polpe.
Ho visto psicologi piangere di fronte ai miei problemi.
Ho visto ortopedici chiedermi 400 euro per un paio di batterie da carrozzina.
Ho visto assistenti sociali ignorare leggi che io stesso conoscevo benissimo.
Ho visto genitori più ammalati del loro figlio Duchenne.
Ho visto fratelli e sorelle sani di un distrofico sbattersene l’anima del loro povero congiunto.
Ho visto nonnetti che, vedendomi attaccato all’insufflator, mi hanno chiesto come stavo.
Ho visto gente lamentarsi perché era lunedì mattina.
Ho visto badanti rumene usare il sollevatore per la prima volta.
Ho visto assessori promettere spaghettate colossali e realizzare brodini ristretti.
Ho visto papi paludati ringhiare contro le cellule staminali.
Ho visto mille religioni, ma nessun dio venire in mio soccorso.
Ho visto fior di giornalisti dichiarare che la distrofia era stata sconfitta.
Ho visto presidenti di Sezione UILDM giocare al “Piccolo politico”.
Ho visto consiglieri della Direzione Nazionale UILDM… e mi fermo qui.
Ho visto gli zigzag dei pulmini in mano ai volontari neopatentati del Servizio Civile.
Ho visto folle di pericolosi untori influenzati attorno a me.
Ho visto distrofici ancora inconsapevoli di esserlo.
Ho visto respiratori smettere di funzionare all’improvviso.
Ho visto piaghe da decubito più tenaci di un vecchio democristiano.
Ho visto interruttori resistere facilmente alla pressione delle mie deboli dita.
Ho visto sotto al mio sedere pieghe dei pantaloni alte come tsunami.
Ho visto decine di colleghi distrofici scomparire in silenzio nel mondo dei più.
…E tutti questi momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia. È tempo di morire (almeno finché non troveranno una cura!).
Roy Sbatty