DM 162 - GIUGNO 2007 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Buone prassi in documentazione

a cura di Simona Lancioni*

 

La recente riorganizzazione della Biblioteca Nazionale UILDM, che ha reso il suo catalogo accessibile e fruibile anche tramite internet, ha fornito lo spunto per un interessante seminario tenutosi a Milano

 

Il seminario Buone prassi in documentazione: tra integrazione, “formazione” e accessibilità”, promosso dalla UILDM Nazionale, con il patrocinio della Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia e del Comune di Peccioli (Pisa), si è recentemente cimentato con i temi dell’accessibilità dei servizi di documentazione in generale e, nello specifico, con l’accessibilità dei cataloghi on line (OPAC).

L’idea di affrontare queste tematiche trae origine da un progetto che ha visto la UILDM impegnata nella riorganizzazione in termini professionali della propria biblioteca specializzata in materia di disabilità (vedi anche DM 160, Un catalogo per la UILDM). Infatti, è stata proprio questa iniziativa a portare l’associazione a riflettere con maggiore attenzione sui temi dell’universalità di accesso all’informazione e alla cultura e a ricercare soluzioni operative compatibili con le caratteristiche e le esigenze di un’utenza disabile.

La conoscenza come cura

L’evento, coordinato dal direttore responsabile di DM Franco Bomprezzi, si è svolto in marzo a Milano, nella cornice di Bibliostar - l’esposizione di servizi, tecnologie e arredi per le biblioteche - con l’intento di sensibilizzare e coinvolgere proprio le biblioteche su queste tematiche ancora sottopercepite e sottostimate anche dai professionisti dell’informazione (quali sono, appunto, i bibliotecari). Recentemente la stessa UILDM ha dato spazio nel proprio sito ad una sintesi degli interventi effettuati durante il seminario, affinché le riflessioni sviluppate in quell’incontro diventino patrimonio condiviso (www.uildm.org/biblioteca/risorse.html).

«La UILDM - ha spiegato nel suo intervento di saluto il presidente nazionale Alberto Fontana - ha sempre investito moltissime energie nella ricerca di una cura per le distrofie muscolari, ma mentre aspettiamo che le nostre aspettative più alte si concretizzino, è importante supportare in molti modi le persone con disabilità. In questa prospettiva l’informazione e la buona conoscenza della malattia sono esse stesse una cura».

Alcune parole possono assumere significati diversi in relazione al contesto di riferimento. Ad esempio, l’accessibilità, calata nell’ambito della documentazione, ha indotto a riflettere su due aspetti centrali: non escludere la potenziale utenza disabile e studiare accorgimenti tesi a rendere autonome nella ricerca anche persone inesperte di ricerca documentaria professionale.

I cambiamenti sono stati tanti e significativi: un servizio che prima era fruibile solo in loco lo è diventato on line, con il linguaggio e la struttura dell’interfaccia utente improntati a logiche di autonomia e accessibilità. Un disegno teso a mantenere alto il livello di professionalità, ma anche a favorire un uso agevole e intuitivo del catalogo on line.

In questo percorso la UILDM ha guardato con grandissimo interesse alle altre biblioteche - soprattutto a quelle pubbliche - e ha trovato importanti convergenze tra i propri obiettivi e i principi enunciati dalle biblioteche stesse su questi temi.

Troppi cataloghi inaccessibili

La rilevanza per le biblioteche dell’accesso universale all’informazione è stata ribadita con chiarezza anche da Vanni Bertini - esponente del WAI-IT (Gruppo di studio sull’uguaglianza d’accesso ai servizi delle biblioteche) dell’AIB (Associazione Italiana Biblioteche), e operatore della società Il Palinsesto di Firenze - che ciò nonostante ha osservato come ancor oggi «la maggioranza delle biblioteche siano ancora largamente inaccessibili, in particolare in quelle sezioni che costituiscono il cuore stesso del servizio e che sono particolarmente delicate per le loro caratteristiche di interattività, ossia gli OPAC (cataloghi on line)».

La documentazione rivisitata alla luce dell’accessibilità ha inoltre sollecitato nuovi equilibri tra soluzioni tecniche e senso dei servizi. Ciò è stato ben espresso da Stefano Mano, sviluppatore dell’interfaccia web del catalogo della Biblioteca UILDM, che ha sottolineato: «Quando si decide di separare completamente il contenuto dalla presentazione (quest’ultima affidata in toto ai fogli di stile), l’accessibilità rivela a mio parere il suo vero significato: rendere accessibile una struttura di contenuti significa fare in modo che essa sia in grado di “dare senso” ad ogni sua parte».

Un diritto di tutti

Ovviamente una riflessione sviluppata a partire da elementi di rilevanza etica e politica non poteva non coinvolgere le Istituzioni, che non si sono sottratte al confronto.

Infatti, Antonio De Vanna - coordinatore della Segreteria Tecnico-Scientifica, Commissione ICT Disabili del Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (CNIPA) - ha iniziato il suo intervento puntualizzando come l’accesso all’informazione e al servizio erogato in rete sia «un diritto di tutti» e, in quanto diritto, «non possa essere legato a iniziative sporadiche, ma debba essere il risultato di un modo comune di operare, rappresentare il nostro modo di essere, un comportamento spontaneo dovuto alla nostra cultura».

In questo quadro diventa dunque fondamentale il ruolo delle Istituzioni, delineato da De Vanna con queste parole: «Regolamentare la materia dell’accessibilità, realizzare progetti se direttamente coinvolte e, più in generale, promuovere la raccolta delle iniziative, favorire la loro diffusione e la loro possibile applicazione in altre realtà, e sostenerle anche finanziariamente, sono le incombenze delle Istituzioni nei confronti della società civile: un ulteriore passo sulla via del raggiungimento di un grande obiettivo di civiltà ed efficienza».

Non vi è dubbio che l’accesso indiscriminato all’informazione costituisca un elemento strategico nel percorso di autodeterminazione e integrazione nel tessuto sociale della persona con disabilità. L’esperienza della UILDM, seppure modesta, dimostra come un intervento teso a cogliere le esigenze informative delle persone con disabilità possa proficuamente essere attuato senza dover necessariamente rinunciare alla professionalità.

 

*Responsabile di Informare un’H - Centro “Gabriele Giuntinelli” di Peccioli (Pisa) e del progetto di riorganizzazione della Biblioteca UILDM.