DM 162 - GIUGNO 2007 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Privacy e disabilità

Il 21 marzo scorso il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha emanato un provvedimento riguardante Certificazioni per il riconoscimento dell’invalidità civile. È certo un tema importante, quello della privacy, anche nell’ambito dell’accertamento della disabilità e degli stati invalidanti. E tuttavia quel provvedimento entra in fattispecie marginali (tasse scolastiche) o molto complesse (collocamento mirato), spesso confondendo concetti come disabilità, patologia e diagnosi.

Il Garante fissa anche due prescrizioni. La prima, più generale, è quella di adottare gli accorgimenti necessari per garantire un livello elevato di tutela dei diritti delle persone che presentano istanza per l’accertamento dell’invalidità civile, in modo da evitare l’indebita conoscenza di informazioni idonee a rivelare lo stato di salute degli interessati. La seconda prescrizione è più circostanziata: rilasciare cioè le certificazioni che attestano il riconoscimento dell’invalidità civile per l’iscrizione alle liste del collocamento obbligatorio o per la richiesta di esenzione dalle tasse scolastiche e universitarie, senza indicare i dati personali relativi alla diagnosi.

Quest’ultima prescrizione è foriera di qualche complicazione relativamente al collocamento mirato: il verbale, infatti, contiene - proprio per poter essere efficace - molte indicazioni relative alla diagnosi funzionale e alla tipologia di disabilità, ma non, come detto, i dati personali. Da notare, inoltre, che vengono lasciate aperte molte altre questioni assai più delicate proprio rispetto ai certificati di invalidità e di handicap.