«Creare una precoce e trasversale consapevolezza dell’esistenza di una porzione della società “fuori degli schemi abituali”, attraverso un intervento strutturato che passi per i vari gradi del ciclo scolastico, fino ad arrivare a una più ampia forma di diffusione e coinvolgimento, approdando al mondo universitario. Per imparare, fin da piccoli, che anche la manifestazione più “grave” dell’handicap può essere parte della “normale” realtà quotidiana».
Vengono descritti così gli obiettivi di Progettare la cultura dell’handicap: ipotesi di un percorso educativo, iniziativa lanciata dalla UILDM di Milano, che dopo gli incontri alle elementari e alle medie, proprio in questi mesi è arrivata con successo all’Università Cattolica, con tre appuntamenti dedicati ciascuno a studenti di diversi corsi di laurea.
Pacchetti specifici, attività commisurate alle età degli studenti e con un filo conduttore che rappresenti un’evoluzione costante nel modo di avvicinarsi ai problemi dell’handicap, partendo da quelli più vitali ed evidenti, fino a giungere a quelli più celati, ma non meno limitanti: queste le pratiche con cui la UILDM milanese sta lavorando nelle scuole, con l’intenzione anche di proporre il proprio modello in altre realtà geografiche e sociali.
(R.R.)