DM 162 - GIUGNO 2007 - Periodico della UILDM Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

Alla ricerca di quell’isola

di Stefano Borgato

 

C’è chi toglie dai cartelli stradali il nome di un grande pittore e c’è chi vuole camminare a fianco della modernità, con effetti quasi grotteschi. Inconsapevolezza? Eccesso di zelo? O qualcosa di più profondo?

 

Da che mondo è mondo, una buona regola prevede che in genere tutti cerchino di valorizzare le proprie “glorie locali” (o presunte tali). Basti pensare alle svariate targhe presenti nelle piazze o nei centri storici del nostro Paese, che segnalano di volta in volta il passaggio o la sosta di Garibaldi o dell’Alighieri.

E invece sembra proprio che questo non succeda sempre. Infatti, a una ventina di chilometri da Padova, nei pressi di Piazzola sul Brenta, vi è il piccolo borgo che originariamente si chiamava Isola di Carturo e che verso la fine del 1430 ebbe la fortuna di dare i natali ad uno dei maggiori maestri del primo Rinascimento italiano, dal quale, successivamente, prese il nome.

Una “gloria” sopraffina, quindi, quella del grande Andrea Mantegna, nato appunto in quello che oggi è giustamente denominato Isola Mantegna. Nessuno, in quella zona, sembra però voler valorizzare troppo questo fatto - né culturalmente né turisticamente - anzi pare proprio che si voglia quasi celarlo, con effetti di involontaria comicità. Certo, Isola Mantegna, seguito dal numero dei chilometri, potrebbe essere troppo lungo, per un cartello di indicazione stradale, potrebbe richiedere un’abbreviazione e difatti è quel che succede. E così su quei cartelli, i cittadini del posto, la gente di passaggio, ma anche i turisti italiani e stranieri muniti di mappe e cartine, possono leggere non I. Mantegna, come ci si potrebbe aspettare, ma Isola M. e al diavolo la valorizzazione culturale delle glorie locali!...

Strane procedure, strani “tentativi” di diffondere la conoscenza da parte degli Enti Locali. Che siano forse le stesse categorie di pensiero che qualche tempo fa animarono gli amministratori di un Comune della Puglia, desiderosi di mettersi al passo con la modernità, ma certo un po’ confusi sui vari termini che negli ultimi anni cercano di definire correttamente l’evoluzione culturale della disabilità, tanto da arrivare a parlare, in una Delibera di Giunta, di «un provvedimento in favore dei diversamente disabili»? (Che fortunatamente non è così facile da abbreviare, come invece altri hanno fatto per i termini diversamente abili, parlando di diversabili...).

O forse invece c’è qualcosa di più profondo della semplice inconsapevolezza o di un eccesso di zelo, forse sono quelle stesse categorie mentali che durante il bollente dibattito in corso da un anno sui DICO (Diritti e Doveri dei Conviventi) hanno portato tutti a parlare di tutto e del suo contrario, ma quasi nessuno a sottolineare che quel progetto può riguardare anche una coppia in cui vi sia una persona con grave disabilità? Né il disegno di legge proposto dopo mesi di lavoro si sognava di parlarne. Ma dei DICO, d’altra parte, pian piano si stanno perdendo le tracce...

E allora l’abbreviazione Isola M. ben altro può far venire in mente, ma è meglio sorvolare.