Intervista a Lucia Codurelli
Un’intervista alla deputata Lucia Codurelli, che recentemente è stata vicina alla UILDM, quando a molte Sezioni dell’associazione è venuto a mancare il finanziamento per i progetti di Servizio Civile
All’inizio dell’estate appena trascorsa, la UILDM ha affrontato un momento difficile, in ambito di Servizio Civile Volontario. Infatti, l’esito del bando pubblicato dall’UNSC (Ufficio Nazionale per il Servizio Civile) ha tradito le aspettative di ben ventitré Sezioni, i cui progetti sono stati approvati ma non finanziati. Solo sei delle nostre Sezioni hanno ottenuto il finanziamento. Un colpo certamente duro, perché il Servizio Civile è uno strumento che da molti anni permette alla nostra associazione di sopperire alle inefficienze pubbliche e di provvedere sostanzialmente alla “presa in carico” delle persone con disabilità.
Le motivazioni addotte dall’UNSC sono di tipo tecnico: infatti, l’ente nazionale sostiene che la risposta a determinati problemi di tipo assistenziale debba essere a carico delle amministrazioni locali e non dei volontari. In questo modo, si è fatto riferimento ad un principio giuridico che non ha di fatto sufficienti riscontri applicativi. Insomma, «non si è voluta guardare in faccia la realtà», come ha dichiarato in quei giorni il presidente nazionale della UILDM Alberto Fontana.
Successivamente alla notizia, si sono sollevate proteste da più parti d’Italia, talvolta appoggiate anche dai rispettivi Comuni. La deputata dell’Ulivo Lucia Codurelli - fresca socia, tra l’altro della UILDM di Lecco - si è interessata a queste vicende, convinta che la nostra associazione, come tante altre che si occupano di offrire servizi primari alle persone con difficoltà, debba essere sostenuta e valorizzata. Grazie dunque al suo intervento di mediazione, l’UNSC si è impegnato a finanziare, con il bando di settembre, alcuni progetti quantificabili nella presenza di 106 volontari. Inoltre, nove progetti verranno riesaminati ed è stata assicurata anche una supervisione tecnica nella compilazione dei progetti per i bandi del 2008.
In questa intervista, cerchiamo di ragionare con lei sulle caratteristiche e le funzioni dell’istituto del Servizio Civile Volontario e sul suo rapporto con le associazioni che, come la UILDM, operano nel mondo della disabilità.
Onorevole Codurelli, quali sono, a suo parere, le funzioni principali del Servizio Civile Volontario?
Il Servizio Civile Nazionale prevede che i giovani dai 18 ai 28 anni, su base esclusivamente volontaria, possano scegliere di svolgere per un anno della propria vita un’attività solidaristica, intesa come impegno per il bene di tutti e di ciascuno. È una scelta di valore per la costruzione della giustizia sociale e della pace. Oggi ancor di più, dopo che la leva obbligatoria è stata abolita.
Ma lei individua delle potenzialità ancora inespresse di questo istituto?
Pur avendo una forte valenza educativa e formativa, proprio per i giovani, questa possibilità non è ancora diventata patrimonio della maggioranza. Non tutte le ragazze e i ragazzi, infatti, ne sanno cogliere il valore e l’opportunità che viene offerta per un’esperienza di educazione alla cittadinanza attiva. Insieme all’ente o all’associazione che lo ospita, il volontario dà una mano nelle situazioni “più deboli” della società, contribuendo così allo sviluppo sociale e culturale del nostro Paese.
Inoltre, chi sceglie di impegnarsi per dodici mesi nel Servizio Civile Volontario, aggiunge un’esperienza qualificante alle proprie conoscenze professionali (lavoro in gruppo, capacità organizzative e così via), spendibile poi nel corso della vita lavorativa, quando non diventa addirittura un opportunità di lavoro.
Proporrebbe una modifica alla disciplina legislativa del Servizio Civile Volontario o appoggia quella esistente?
Appoggio quella esistente, in quanto le finalità espresse dalla legge sono a mio avviso ricchissime; esse vanno solamente applicate a tutti i livelli istituzionali e sociali e fatte conoscere maggiormente come opportunità ai giovani.
Quali prospettive realistiche riesce a individuare per questo istituto e cosa auspica per il futuro?
Le prospettive sono positive, se si riuscirà ad allargare la partecipazione. Credo che poi debba essere messa a punto una diversa e più efficace modalità di “incontro” fra gli enti/associazioni e i volontari, una modalità più rispettosa delle diverse esigenze e aspirazioni.
Per quello che ho potuto parzialmente verificare sulle assegnazioni dei volontari rispetto ai bandi, credo che vi sia stata una valutazione troppo burocratica di quest’ultimi e delle disponibilità personali. Le assegnazioni fatte privilegiando la correttezza della compilazione, e non le finalità espresse, fanno a pugni con l’obiettivo più generale e soprattutto con la possibilità di aiutare i più deboli.
Come mai quest’anno si è scelto di sostenere più limitatamente i progetti di assistenza alle persone con disabilità presentati dalla UILDM? Che cosa è cambiato?
Non mi risulta che vi siano motivazioni particolari. Mi auguro non sia stata una scelta, ma la conseguenza di una modalità di “incontro” che, come già detto, deve diventare più attenta ai bisogni degli enti/associazioni per l’aiuto che danno alle persone e alle aspirazioni/disponibilità dei volontari. Le linee di indirizzo del Governo sono certamente quelle di privilegiare i servizi ai disabili e ai più deboli, aiutando così concretamente le famiglie.
Quali potrebbero essere in conclusione le strategie più efficaci, per un’associazione come la UILDM, per fronteggiare questo tipo di situazioni?
Innanzitutto fare un monitoraggio sul servizio civile prestato e con largo anticipo sui tempi previsti dei bandi. Ciò aiuterà a predisporre bandi più coerenti con l’efficacia dei risultati e anche a far conoscere ai giovani e alle Istituzioni il buon lavoro che viene fatto. Servirà anche per proporre ai ragazzi e alle ragazze questa scelta e ad ottenere un convinto sostegno da parte delle Istituzioni stesse. Ad esempio, se la sottoscritta non avesse conosciuto personalmente Gerolamo Fontana, presidente della UILDM di Lecco, non sarebbe stata coinvolta, così invece ho potuto dare il mio piccolo contributo ed essere più puntuale nel mio impegno politico istituzionale.