Perde molto, la UILDM, con la scomparsa di Fausto Concer, Paolo Cordioli e Giuseppe Marchese: persone diverse, ciascuna con il proprio percorso, ma accomunate dalla preziosa caratteristica di essere dei veri e propri punti di riferimento
«In un momento in cui si parla di dedicare vie o piazze a persone la cui vita ha insegnato molto, come presidente della UILDM di Bolzano propongo all’Amministrazione Comunale di dedicare a te una via o una piazza, un gesto che sia di insegnamento soprattutto ai giovani e a quanti lottano per un mondo migliore». Lo scrive Ubaldo Bacchiega e parla di Fausto Concer, una delle persone che da qualche mese mancano molto alla UILDM e che recentemente era diventato anche referente del Comune di Bolzano per le disabilità. «Un testimone intelligente dei nostri tempi», lo definisce ancora Bacchiega.
«Fausto era un “comunista filosofico” - hanno scritto alcuni suoi amici - e lo era per amore del principio di uguaglianza, uguaglianza praticata in prima persona, prima di tutto con se stesso. Da un “handicappato” spesso la società non si aspetta molte cose. Non si aspetta che voglia studiare, lavorare, viaggiare, innamorarsi e magari sposarsi; tanto meno che faccia politica e si occupi anche di altro al di fuori della disabilità. Fausto invece ha fatto, o ha progettato di fare, tutto questo».
«Ora - scrive Bacchiega - ci mancherà la tua simpatia, l’intelligenza, la serietà nell’impegno politico e sociale, il tuo anticonformismo e il senso innato della lotta. Noi sentiamo una grande responsabilità per la testimonianza di vita senza pari che ci hai lasciato, priva di lamentele, perché pensavi e agivi con spirito libero per il bene comune».
«Dentro al mio cuore non c’è rabbia né odio ma solamente tristezza, ma questo non mi fa cambiare idea, voglio vivere in modo fiero e pieno, finché mi sarà concesso e quando non sarò più qui, il mio spirito sarà, finalmente, libero, libero da questa catena, libero di volare».
Sono i versi di una poesia di Paolo Cordioli, «il primo a Verona - ricorda Lina Chiaffoni - a sottoporsi ventitré anni fa a tracheostomia, aprendo la via ad un progresso della scienza e della tecnica che con la preparazione adeguata delle famiglie, consente ora di praticare la respirazione assistita nelle proprie case, con un sensibile miglioramento della qualità della vita».
E anche a questa esperienza, come dichiarava nei suoi versi, Paolo non è semplicemente “sopravvissuto”, ma ha vissuto intensamente, «concretizzando in tutta la sua vita - come annota ancora Chiaffoni - il significato della ragione sociale della UILDM, di cui ha fatto parte per trentacinque anni».
E che dire di Giuseppe Marchese, figlio del consigliere della UILDM di Napoli Alfonso, un “veterano di 19 anni”, costante punto di riferimento per i suoi compagni di wheelchair hockey nei Blue Devil’s Napoli? Un’altra persona la cui scomparsa ha lasciato un grande vuoto nella Sezione partenopea e in tutta l’associazione.
Erano spiriti liberi e forti - Fausto, Paolo e Giuseppe - e sapevano ridere, piangere e combattere.