UILDM - Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare

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Obesità nelle patologie neuromuscolari

La signora Oriella Orazi, 37 anni, di Fabriano (Ancona), affetta da atrofia spinale, usa la carrozzina dall'età di 8 anni e lamenta un'obesità che non riesce a contrastare nonostante stressanti diete ipocaloriche prescritte da dietologi ed endocrinologi e protratte per anni.

Avendo constatato nell'ultimo anno un calo di forza particolarmente rilevante rispetto a quello manifestatosi gradualmente negli anni precedenti, la signora ci chiede se il perdurare del regime ipocalorico non possa accelerare la progressione della malattia e se l'aumento di peso non sia un effetto dovuto alla specifica patologia, indipendentemente dalla mancanza di movimento.

Riguardo poi ai farmaci assunti - Xantium e Neoton - che tra l'altro sono particolarmente costosi, ci viene chiesto se essi siano di reale utilità, per la malattia in questione.

 

Risponde il professor Corrado Angelini, direttore del Centro di epidemiologia e prevenzione delle malattie neuromuscolari di Padova.

 

Il progressivo aumento di peso che la lettrice lamenta è dovuto ad uno sbilanciamento tra l'assunzione alimentare (razione calorica totale) e il fabbisogno calorico (dispendio energetico).

Quando le calorie che si introducono con la dieta sono in eccesso rispetto a quelle necessarie per il mantenimento delle funzioni vitali minime (metabolismo basale) e per lo svolgimento delle attività lavorative quotidiane, si verifica un aumento di peso.

Nel caso in questione il fabbisogno calorico è piuttosto basso: la riduzione della capacità motoria dovuta alla malattia della signora (l'amiotrofia spinale) limita il dispendio energetico a poco più di quello che sarebbe necessario per il mantenimento del metabolismo basale. E' importante perciò che la dieta seguita sia effettivamente ipocalorica rispetto alle reali esigenze energetiche.

Sull'interrogativo riguardante il pericolo di seguire le diete ipocaloriche consigliate dagli specialisti, mi pare che esse, se ben bilanciate nelle loro diverse componenti, in particolare quella proteica, non possano accelerare il decorso della malattia.

Per quanto riguarda il quesito posto riguardo ai farmaci Xantium e Neoton, il primo è stato usato in alcuni quadri di malattie del motoneurone per la spasticità, che non è presente nell'amiotrofia spinale, mentre il Neoton (creatinfosfato) avrebbe un effetto energetico legato alle condizioni di "integrità dopo l'assorbimento intestinale".

Non ritengo quindi che tali sostanze possano essere di utilità nell'amiotrofia spinale e perciò, dato l'elevato costo dei farmaci, possono essere sospesi.

 

Articolo tratto da DM 121 (febbraio 1996) - DM è il periodico dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Direzione Nazionale. La Redazione ha sede in Via P.P. Vergerio 19 - 35126 Padova. Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249. E-mail: redazionedm@eosservice.com