E' recentemente giunta in redazione, da parte di una lettrice svizzera, una richiesta di informazioni riguardante il tema delle ricerche sulla produzione nell'organismo di proteine simili alla distrofina che possano surrogarne la funzione.
Sulla questione risponde il dottor Carlo Minetti, aiuto del Servizio per la diagnosi, la cura e la prevenzione delle malattie neuromuscolari dell'Università di Genova e membro della Commissione medico-scientifica UILDM.
La distrofina è parte integrante di un complesso glicoproteico rappresentato fondamentalmente dal distroglicano e dal sarcoglicano. Quest'ultimo è a sua volta costituito da almeno quattro componenti (detti alfa, beta, gamma e delta-sarcoglicano), i cui difetti causano altrettante forme di distrofia muscolare dei cingoli.
Il complesso distrofina-glicoproteine associate fa parte poi di un'ampia famiglia di proteine che costituiscono il citoscheletro, cioè l'"intelaiatura di sostegno" della fibra muscolare; tale famiglia comprende l'alfa-actinina, l'actina citoscheletrica, la vinculina, la talina, le integrine, la paxillina e l'utrofina, le quali interagiscono fra di loro direttamente o indirettamente e hanno la funzione di mantenere la stabilità e l'integrità della membrana cellulare durante la contrazione muscolare, permettendo inoltre il trasferimento della forza dalla struttura sarcomerica (dall'interno della cellula) alla matrice extra-cellulare (all'esterno della cellula).
Una proteina dalla composizione simile a quella della distrofina è l'utrofina, chiamata anche DRP (Dystrophin Related Protein) e codificata da un gene situato sul cromosoma 6.
L'utrofina non è però espressa nel muscolo normale ma solamente nelle fasi immature e nelle fibre in rigenerazione. Nella distrofia di Duchenne - forse per un tentativo di compensare la mancanza di distrofina - vi è un discreto aumento nel muscolo dell'utrofina. Ancora non è chiaro tuttavia se l'utrofina abbia la stessa capacità della distrofina di legarsi al complesso glicoproteico e alle altre proteine del citoscheletro della membrana, e quindi di surrogarne efficacemente la funzione.
Va anche segnalata la scoperta di un'altra proteina di peso molecolare notevolmente minore rispetto alla distrofina, denominata DRP2 e codificata sul cromosoma Xq22, la quale avrebbe una struttura simile alla distrofina Dp116, quella cioè presente soprattutto nel nervo periferico.
Accanto a queste proteine simili alla distrofina ve ne sono altre, nell'organismo, che potrebbero svolgere una funzione simile. Tra queste va ricordata la già citata vinculina, importante nella regolazione della proliferazione del tessuto connettivo: essa risulta aumentata nel topo distrofico, che infatti non presenta l'incremento di tale tessuto che si osserva invece nella distrofia di Duchenne.
Data la stretta connessione tra i vari ambiti di studio, i principali laboratori che studiano queste proteine sono quelli che maggiormente sono impegnati nella ricerca della causa dei processi di degenerazione del muscolo che avvengono nella distrofie. Non c'è dubbio che il chiarire tali processi contribuirà in maniera sostanziale a trovare la cura di tale malattia.
Articolo tratto da DM 124 (novembre 1996) - DM è il periodico dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Direzione Nazionale. La Redazione ha sede in Via P.P. Vergerio 19 - 35126 Padova. Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249. E-mail: redazionedm@eosservice.com