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TIGEM: una realtà da conoscere

di Lucia Gosetto

In un incontro di qualche tempo fa del Gruppo attività sociale della UILDM di Venezia, alcuni soci proposero di visitare il TIGEM (Istituto Telethon per la genetica e la medicina), per conoscere da vicino una realtà di lavoro così importante per la ricerca medico-scientifica nel nostro paese.

Com'è noto, TIGEM è un istituto di ricerca avanzata nel campo della genetica e non solo, diretto da Andrea Ballabio, che ha trovato ospitalità, non gratuita, presso l'ospedale San Raffaele di Milano; esso è finanziato totalmente da fondi raccolti attraverso Telethon.

Alla fine di maggio, siamo quindi partiti da Mestre alla volta di Milano (in tutto diciotto soci), per una visita concordata in precedenza, tutti in cuor nostro pieni di curiosità e di voglia di avvicinarci ad un mondo sconosciuto.

Il dottor Ballabio era purtroppo fuori sede, ma abbiamo potuto ugualmente contare sulla cortesia e la collaborazione di altri collaboratori veramente eccezionali.

Ci trovavamo all'interno del cuore pulsante della ricerca genetica e questo fatto senza dubbio mi intimidiva. Ero però pienamente consapevole di che cosa significasse essere presente in un luogo così importante per chi come me è affetta da una malattia di origine genetica; mi ha molto colpita l'armonia esistente fra i vari collaboratori che operano nell'istituto e ho compreso la vastità del lavoro di ricerca pura che si sta sviluppando tra le diverse équipe.

Purtroppo, gli spazi sono esigui per l'attività di 30-35 persone, tra le quali vi sono biologi, chimici, genetisti e dottori in informatica, in genere molto giovani, la maggior parte dei quali provengono dal laboratorio di ricerca negli Stati Uniti in cui ha lavorato Ballabio. In ogni caso, la competenza professionale è notevole, sia grazie agli anni di studio e di lavoro all'estero che ad altre esperienze nel nostro paese.

La visita all'interno di TIGEM è stata sicuramente illuminante per la comprensione delle problematiche relative alla ricerca scientifica: essere dentro all'istituto e capire almeno qualcosa di DNA, cellule, geni ecc., che sono le basi dell'origine stessa della vita, è un'esperienza quasi mistica e credo di non esagerare nell'affermare questo.

Non voglio naturalmente entrare nel merito delle ricerche avviate, non ho i titoli per farlo e rimando per questo i lettori all'intervista rilasciata da Ballabio al nostro giornale [DM 117, febbraio '95, pp. 54-55, n.d.r.]. Parlando con i responsabili di TIGEM ho però compreso che la ricerca è una disciplina scientifica che comporta sacrificio, applicazione e dedizione, ma anche passione e amore per il proprio lavoro. Molte volte, poi, è solo la casualità che può condurre ad importanti scoperte per risolvere malattie oggi definite incurabili, consentendo a molte persone di sperare in un futuro più accettabile.

La visita si è conclusa con un pranzo in compagnia dei medici-ricercatori, che hanno chiesto una sempre maggior collaborazione con i soci, le famiglie e la UILDM in generale, attraverso altri incontri o quesiti da inviare direttamente all'istituto.

Tutti d'accordo che una maggiore visibilità del lavoro di ricerca potrà portare sicuramente a una migliore conoscenza e informazione dei problemi.

Da parte mia, vorrei concludere ricordando solo che TIGEM è una realtà che appartiene a tutti noi, e che chi vi lavora lo fa in modo realmente eccezionale e con impegno appassionato.

Articolo tratto da DM 119 (agosto 1995) - DM è il periodico dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Direzione Nazionale. Ha sede in Via P.P. Vergerio 19 - 35126 Padova. Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249. E-mail redazionedm@eosservice.com