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Una risposta sulla scoliosi

a cura di Vincenzo Riccio

Inauguriamo la rubrica La Commissione medica risponde, nella quale gli specialisti della Commissione medico-scientifica UILDM risponderanno di volta in volta ad alcune delle più interessanti domande in ambito neuromuscolare inviate dai lettori alla nostra redazione.

Invitiamo pertanto tutti coloro che desiderassero approfondire determinate problematiche a fruire di questa possibilità, scrivendo alla Commissione medico-scientifica UILDM, presso la Redazione di DM (Via Vergerio 19 - 35126 Padova, tel. 049/8025248, fax 049/8025249, E-mail: redazionedm@eosservice.com).

Cominciamo dunque da una lettrice dalla Sardegna che desidera "avere informazioni sui nuovi interventi per la scoliosi, avendo sentito parlare dell'inserimento sottocutaneo di piccoli elettrodi che, stimolando la muscolatura, riporterebbero la colonna vertebrale in una posizione più corretta".

Risponde il professor Vincenzo Riccio (Cattedra di ortopedia pediatrica, Servizio di ortopedia infantile, II Università di Napoli), ortopedico della Commissione medico-scientifica UILDM.

La scoliosi è una curva laterale della colonna vertebrale, associata a una rotazione e a una torsione delle singole vertebre. L'etiopatogenesi, in altre parole la causa di tale patologia, varia in base al tipo: congenita o acquisita. La forma più frequente è quella che viene definita idiopatica, perché ancora oggi non se ne conosce la causa.

La terapia della scoliosi idiopatica varia essenzialmente a seconda della sede, dell'età di comparsa, della gravità della curva. Il trattamento può essere incruento, mediante corsetti ortopedici e busti gessati, oppure chirurgico a seconda della gravità della curva.

In soggetti in accrescimento che presentino scoliosi idiopatica progressiva, con curve medio-lievi di 25-30 gradi, da ormai circa vent'anni viene usato un metodo di elettrostimolazione transcutaneo dei muscoli.

I risultati sono ancor oggi in discussione perché vi sono autori che riportano dati favorevoli ed altri che invece affermano non esservi significative differenze statistiche sulla probabilità di progressione tra gruppi di scoliosi trattate con l'elettrostimolazione e un analogo gruppo che non abbia ricevuto alcun trattamento.

Da alcuni anni alle elettrostimolazioni di superficie si è affiancato l'uso di elettrostimolatori impiantati nei muscoli. I risultati sono più o meno sovrapponibili a quelli ottenuti con l'uso di elettrodi di superficie.

Alla luce di questi risultati, si ritiene che sia da preferirsi, eventualmente, l'elettrostimolazione di superficie, poiché l'impianto di elettrostimolatori nei muscoli è comunque un intervento chirurgico, anche se di lieve entità.

Articolo tratto da DM 130 (maggio 1998) - DM è il periodico dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Direzione Nazionale. Ha sede in Via P.P. Vergerio 19 - 35126 Padova. Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249. E-mail redazionedm@eosservice.com