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Ausili in neuroriabilitazione

a cura di Marco Bresci e Bruno Rossi*

Si è tenuto in giugno presso il Grand Hotel Golf di Tirrenia (Pisa), il convegno Ausili in neuroriabilitazione, organizzato dalla Sezione di neuroriabilitazione del Dipartimento di neuroscienze dell'Università di Pisa, con la presidenza di Bruno Rossi.

In programma due sessioni, una dedicata agli ausili nella riabilitazione respiratoria delle malattie neuromuscolari, l'altra invece agli studi sulla riabilitazione neuromotoria. Grande l'interesse suscitato, sia tra gli operatori del settore che tra pazienti e familiari, da questa che rappresentava una delle rare occasioni di incontro e discussione dedicate interamente a questi temi.

Carmelo Chisari (Pisa) ha aperto con un'esauriente introduzione sulla fisiopatologia e sulla clinica delle alterazioni ventilatorie nelle malattie neuromuscolari, sottolineando il ruolo determinante dell'insorgenza della fatica dei muscoli respiratori e della sua cronicizzazione nel produrre lo scompenso respiratorio.

Successivamente Norina Marcello (Reggio Emilia) ha ribadito l'importanza della registrazione polisonnografica per individuare le alterazioni respiratorie precoci e per impostare il trattamento.

Marco Bresci (Pisa) ha illustrato le problematiche della ventilazione meccanica a pressione positiva, citando i principali tipi di apparecchi e le tecniche attualmente impiegate e presentando anche un'esperienza clinica sull'efficacia del trattamento ventilatorio a lungo termine in pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica, sia in termini di miglioramento delle condizioni cliniche e della qualità della vita, che in termini di parziale recupero dell'autonomia ventilatoria.

La ventilazione meccanica a pressione negativa, con i relativi vantaggi e svantaggi e gli apparecchi impiegati (polmone d'acciaio, corazza, poncho), è stata oggetto dell'intervento di Antonio Corrado (Firenze) che ha suggerito un importante ruolo di tale metodica nel trattamento ventilatorio non invasivo dell'insufficienza respiratoria cronica, riacutizzata nelle unità di terapia intensiva respiratoria, nonché l'efficacia di essa come metodica di svezzamento dalla ventilazione meccanica, previa intubazione tracheale.

Andrea Vianello (Padova) ha riferito dell'assistenza ventilatoria notturna a lungo termine (applicazione di nPPV) e ne ha illustrato i risultati: significativo miglioramento a breve termine delle condizioni cliniche e della qualità della vita; correzione delle alterazioni emogasanalitiche durante la ventilazione spontanea; aumento dell'endurance (resistenza nel tempo) dei muscoli respiratori; riduzione del rischio di complicanze respiratorie e di ospedalizzazioni; rinvio di mesi o anni della tracheostomia; prolungamento della sopravvivenza (documentato nella distrofia di Duchenne).

Vianello si è soffermato inoltre sugli ipotetici meccanismi grazie ai quali è possibile un parziale recupero dell'autonomia ventilatoria: ristoro della muscolatura respiratoria con miglioramento della forza e dell'endurance; riduzione della rigidità toraco-parenchimale, con incremento della compliance polmonare e della gabbia toracica; diminuzione del lavoro respiratorio di tipo elastico; effetto sulla chemosensibilità dei centri respiratori.

Si è discusso quindi, grazie alla relazione di Fiorella Ortaggio (Reggio Emilia), dei problemi etici e organizzativi inerenti il trattamento ventilatorio domiciliare a lungo termine.

Nella seconda sessione, Angelo Sabatini (Pisa) ha analizzato lo stato dell'arte delle ricerche e delle realizzazioni prototipiche delle cosiddette neuroprotesi motorie, come mezzo per sostituire il preesistente legame tra sistema nervoso centrale e apparato muscolo-scheletrico nel soggetto mieloleso, al fine di riattivare i muscoli e i nervi al di sotto della lesione per produrre dei movimenti funzionali. Descritte le caratteristiche strutturali fondamentali di una neuroprotesi motoria, il relatore ha mostrato vantaggi e svantaggi delle differenti scelte architetturali.

L'argomento è stato ulteriormente sviluppato da Maria Chiara Carboncini (Pisa), che ha illustrato le potenzialità della stimolazione elettrica funzionale nella riabilitazione della paresi dell'arto superiore. Sono stati quindi discussi i criteri di selezione dei pazienti in funzione della fisiopatologia dell'apparato mio-osteo-articolare correlata, le caratteristiche dei sistemi di stimolazione elettrica funzionale già esistenti, le linee di ricerca e le modalità specifiche di verifica dei risultati.

Giulia Stampacchia (Pisa) ha illustrato gli ausili attualmente a disposizione per consentire la stazione eretta e la deambulazione nel paraplegico, descrivendo in particolare le caratteristiche e le problematiche di quelli sviluppati negli ultimi anni: RGO, ARGO, Parawalker.

Con Massimo Bergamasco (Pisa) si è discusso delle potenzialità diagnostiche e riabilitative dell'impiego di interfacce avanzate "uomo-macchina" che permettano al soggetto di ricevere percezioni ed effettuare esplorazioni nell'ambiente virtuale (interfacce aptiche).

Riguardo agli ausili che possono avere un'efficace applicazione clinica nei pazienti atassici, Alfredo Casini (Massa), dopo aver considerato i meccanismi funzionali del disturbo, ha individuato tre sistemi per ridurne l'entità attraverso dispositivi tecnologici: isolare il soggetto dal contatto diretto con lo scopo dell'azione; cambiare la qualità e la quantità dei meccanismi di feedback; applicare carichi di varia natura e resistenza. L'autore ha quindi descritto le ortesi più promettenti fornite dal mercato.

Dopo che Giampaolo Cerri (Viareggio) ha introdotto i criteri di scelta della carrozzina nelle varie patologie inabilitanti, Giorgio Zannoni (Pisa) ha approfondito l'aspetto dei sistemi di postura, illustrandone i principi e i criteri per la loro costruzione e modulazione, in relazione alle esigenze del paziente, alla patologia, alle condizioni ambientali e agli obiettivi.

Piero Orsini (Pisa) è intervenuto sul futuro utilizzo di guanti sensorizzati per la valutazione e il trattamento dei disturbi sensomotori della mano: tali apparati rileverebbero in maniera distribuita i movimenti e invierebbero ad un computer un segnale elettronico traducibile nei movimenti di una mano virtuale. L'autore ha poi descritto i principi di funzionamento e le caratteristiche tecnologiche di alcuni apparati attualmente a disposizione, fra cui il Data-Glove e il Cyber-Glove, nella prospettiva di un'applicazione clinica.

Ha chiuso i lavori la comunicazione di Lucia Ferroni (Barga) che ha offerto una panoramica degli ausili per la comunicazione - prevalentemente tramite interfaccia con computer - nelle varie condizioni in cui questa funzione è gravemente compromessa.

*Dipartimento di neuroscienze Università di Pisa.

Articolo tratto da DM 131 (agosto 1998) - DM è il periodico dell'Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Direzione Nazionale. Ha sede in Via P.P. Vergerio 19 - 35126 Padova. Tel. (049) 8025248 - Fax (049) 8025249. E-mail redazionedm@eosservice.com