
La storia artistica di Francesco Maurizio Guido, in arte Gibba, uno tra i più originali personaggi dell'animazione italiana, parte dal dopoguerra e arriva fino ai giorni nostri. Un creatore tanto diverso dai colleghi, grande frequentatore di festival e probabilmente unico rappresentante del "neorealismo a cartoni animati". Infatti, con L'ultimo sciuscià (1946), la prima opera d'animazione del dopoguerra, Gibba «aveva capito che anche il cartone animato italiano poteva seguire la strada di Rossellini e De Sica, con la breve di storia di un bimbo che aveva per amici un cane e le stelle», come ha scritto Marco Giusti.
È quindi per noi un onore particolare che la Grande vignetta di DM, in questo numero del nostro giornale, sia un disegno originale di Gibba che ringraziamo con calore per la grande disponibilità.