UILDM - Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare
Gruppo donne

Introduzione

Il "Gruppo donne UILDM" si costituisce in modo informale nel 1998, in occasione delle Manifestazioni Nazionali UILDM di Palermo. Soltanto un anno prima, a Bruxelles, il "Forum europeo sulla disabilità" aveva approvato il Manifesto delle donne disabili d'Europa, frutto di uno scrupoloso lavoro e di una rinnovata impostazione teorica.

In origine tutti i movimenti per la disabilità si sono concentrati sugli aspetti legati alla disabilità stessa. In un passaggio successivo l'attenzione si è rivolta alle persone con disabilità. Oggi la riflessione è ancora più profonda e attenta, fino a riuscire a cogliere la diversità nella diversità riconoscendo la specificità della situazione delle donne disabili, e individuando nell'appartenenza di genere un importante elemento da considerare in tutte le politiche di intervento rivolte all'handicap.

Per svolgere la propria attività, il Gruppo donne UILDM, utilizza la struttura dell'Associazione a cui appartiene e si riconosce negli scopi sociali di quest'ultima. Esso, tuttavia, si distingue dall'Associazione perché si concentra in modo specifico sulle tematiche inerenti alle donne e alla disabilità al femminile.

Sul piano teorico, il Gruppo donne UILDM, si propone il raggiungimento delle pari opportunità per le donne disabili; scopo da perseguirsi attraverso una maggiore consapevolezza di se e dei propri diritti. Spostandosi invece sul piano operativo, questo organismo favorisce situazioni di incontro, confronto e studio nonché la ricerca, la produzione e la diffusione di informazioni e conoscenze sulle tematiche considerate.

La presente indagine si inquadra nella prospettiva appena delineata. Essa costituisce per il Gruppo donne UILDM un'occasione di continuare a lavorare insieme nella consapevolezza che il prodotto di un lavoro di gruppo è in genere superiore, qualitativamente e quantitativamente, alla somma delle sue componenti. Questo lavoro fornisce, inoltre, alle donne del gruppo l'opportunità di rendersi visibili e di lasciare una traccia delle proprie attività. Infine, considerando l'oggetto specifico dell'indagine, troviamo, nella presente trattazione, sia un tentativo di affrontare il tema della comunicazione e dell'informazione in modo meno soggettivo e discrezionale di quanto solitamente si faccia, sia l'esigenza di impostare l'attività in termini di apertura verso l'esterno. Infatti, non deve passare inosservato che interrogarsi sul modo (proprio o altrui) di comunicare significa, in primo luogo, mettersi in una prospettiva relazionale. Non ha molto senso occuparsi di comunicazione se non si ha niente da dire o non si ha voglia di comunicare. Ne vi è ragione alcuna per cui la comunicazione debba essere confinata in ambito di gruppo quando si ha la possibilità di confrontarsi anche con l'esterno e di trarre un arricchimento da questo confronto.

In un momento di crisi dei tradizionali modelli associativi e di profondo ripensamento e ridefinizione della Nostra Associazione, questo Gruppo vorrebbe una UILDM più partecipata, un luogo in cui le persone riescano ad esprimersi e ad essere più attive, un modo di intendere per cui ogni individuo pensi a se stesso e agli atri componenti dell'Associazione come ad un Noi.

Questo lavoro si compone di due sezioni. La prima di esse spiega com'è nata l'idea di fare un'indagine sulle riviste specialistiche. Troverete in questa parte sia l'impostazione dell'indagine, sia i metodi utilizzati per la conduzione della stessa, sia, infine, i risultati ottenuti e le conclusioni. Invece la sezione seconda si configura come una raccolta ragionata di brani tratti dalle riviste monitorate. Essa, oltre a costituire un importante elemento di verifica, consente di recuperare alcune delle molte informazioni che, inevitabilmente, nei lavori di sintesi vanno perdute.