La piccola magia

di Simona Lancioni

Cosa succede alle persone quando formano un gruppo?

Può accadere che queste persone cedano qualcosa di sé – senza tuttavia perdere nulla.

Può accadere che, disponendosi in modo ricettivo, acquisiscano consapevolezze in grado di produrre in loro un cambiamento più o meno significativo.

Può accadere che si crei un qualcosa di più grande e di diverso della semplice somma delle singole individualità: una specie di piccola magia collettiva. Certo, nessuna teoria onnicomprensiva, solo piccoli pezzi, qualche emozione, alcune riflessioni tratte dalle pieghe vita quotidiana, qualcosa di irrisolto, qualcos’altro di intrapreso e il mondo delle relazioni che, posto al centro o sullo sfondo, si propone come elemento costante di questo mosaico in costruzione. E come potrebbe essere diversamente visto che si parla di privacy – intimità?

Ci siamo assuefatti a questa piccola magia e dal 1998 i seminari proposti dal Gruppo Donne Uildm sono diventati un appuntamento costante e atteso. Molte facce note, qualche faccia nuova – benvenuta! Manca qualche “viso storico” del Gruppo – brutto scherzo! Se ci date buca anche l’anno prossimo non so se vi perdoneremo. Curiosità, fiducia, aspettative: l’anno passato abbiamo avuto difficoltà a “chiudere” il discorso, quest’anno, non che ci aspettassimo la “soluzione” – non esiste, per fortuna!, una soluzione delle relazioni e delle esigenze di riservatezza -, però almeno arrivare a una sintesi di quelle idee espresse in libertà e rimaste svolazzanti, questo sì, questa meta dovevamo provare a conquistarla. E così è stato, anche grazie alla professionalità dei tre conduttori del Centro Isadora Duncan di Bergamo.

I concetti di privacy e intimità continuano a rimanere espressioni sfumate e mutevoli, difficili da rappresentare fuori dalla sfera soggettiva, tanto che la stessa auspicata sintesi ha dovuto arrendersi alla molteplicità di definizioni. Tutte vere in quel momento, per quelle persone, all’interno di quel gruppo, in quell’atmosfera di “privacy collettiva”. Domani, con altre persone, fuori dal gruppo, nelle pieghe della vita quotidiana, questa privacy – intimità la percepiremo e la definiremo ancora così? Forse no, ma ricordarci di quella piccola magia ci farà comunque piacere.

Il Gruppo Donne continua a crescere. Non solo e non tanto perché le richieste di partecipazione ai seminari diventano sempre più numerose. Cresce perché tutti i temi trattati nelle diverse iniziative sono scelti attraverso sondaggi preliminari volti a fare un’analisi degli interessi/bisogni dei partecipanti. Cresce perché quando abbiamo deciso di introdurre il numero chiuso, le persone si iscrivevano in fretta per paura di rimanere fuori. Cresce perché durante gli incontri si può scoprire che quelle cose così difficili da dire non sono poi così difficili. Cresce perché anche dopo se ne parla e se ne scrive. Cresce, infine, perché la Direzione Nazionale Uildm ci ha concesso uno spazio nel sito ufficiale dell’Associazione e le tracce del nostro cammino sono diventate una risorsa fruibile da chiunque.

E per tutto questo crescere e fiorire il coordinamento del Gruppo Donne – composto da Francesca Arcadu, Annalisa Benedetti, Oriana Fioccone, Simona Lancioni, Anna Petrone e Marina Voudouri - esprime una sentita gratitudine.

La presente pubblicazione descrive e riassume a grandi linee i lavori svolti in occasione del seminario intitolato Privacy – intimità. Attraverso la pluralità del noi costruire le dimensioni del sé, tenutosi il 21 maggio 2004 a Lignano Sabbiadoro (Udine), in occasione delle Manifestazioni Nazionali Uildm e promosso dal Gruppo Donne Uildm.

Essa si articola in due parti scritte da persone diverse:

  • una relazione di sintesi redatta dai tre conduttori del Centro Isadora Duncan: Silvia Briozzo (attrice e regista teatrale), Michele Capararo (neurologo, psicoterapeuta), Maria Teresa Heredia (psicologa);
  • una parte denominata “Ora ti dico cosa ne penso” in cui sono state trascritte le riflessioni che alcuni partecipanti hanno voluto esprimere a seguito dell’incontro.

L’ultimo nostro ringraziamento va appunto a queste persone.