Per il Centro Isadora Duncan:
Silvia Briozzo, Michele Capararo e Maria Teresa Heredia

Le nove e mezza del mattino,
una giornata soleggiata,
il mare all’orizzonte.

Sguardi,
saluti,
silenzi.

Sguardi che si incrociano,
gente che entrava e usciva,
rumori e movimenti strani.
Disturbo!

Simona attenta offre uno spazio di lavoro alternativo.

…..

E finalmente, ce l’abbiamo fatta a creare un ambiente più intimo di
condivisione, ascolto, rispetto e confronto:

l’inizio del viaggio attraverso le intimità di tutti.
In viaggio, un gruppo di persone esperte di se stesse.

Viaggi al centro di sé con in mano poco bagaglio e molta voglia di lavorare e di mettersi in gioco. E così, alcuni sono partiti da soli, altri accompagnati e altri si sono trovati nelle proprie intimità in attesa di qualcuno.

C’è chi è arrivato a casa, chi invece ha atterrato in una casa totalmente diversa dalla propria; altri hanno raggiunto un rifugio e alcuni sono andati in una grotta. Alcuni hanno trovato il camino acceso, altri si sono messi a fare da mangiare e in compagnia al profumo del pane e del vino si sono adagiati. Qualcuno è sbarcato in una stanza, qualcun altro in sala e infine altri all’aria aperta davanti al mare o in montagna.

Con argilla nelle mani, in volo, leggendo un libro, tuffandosi, ascoltando le fusa del gatto, sognando, cucinando, parlando al telefono, piangendo senza sentirsi ridicoli, essendo Dio o facendo l’amore, ognuno si è sentito protetto dal proprio spazio. C’è chi si sentiva scaldato e illuminato dal sole, chi varcava diversi limiti che la realtà fisica le impone quotidianamente e chi attraverso il silenzio, i profumi, i colori e gli elementi della natura è entrato in contatto con sé.

Al di là del luogo creato, le sensazioni, emozioni e sentimenti che accompagnavano queste esperienze erano di liberazione, accoglienza, semplicità, riconciliazione, protezione, contenimento, passione, desiderio e onnipotenza; anche se non sono mancati il dolore, la tristezza e la difficoltà di mettere insieme la realtà della malattia con l’io della propria interiorità.

E alla fine del viaggio ogni sottogruppo ha creato una definizione di privacy.

INTIMITA’ E’
un percorso che comprende la sessualità, la tenerezza, l’affetto e la conoscenza, sia con se stessi che con altre persone nel rispetto del mistero dell’altra persona.

INTIMITÀ È
il sentirsi nel silenzio e assaporare la vicinanza di ciò che amiamo
(Laura e Franco)

INTIMITÀ È
sentirmi me stessa insieme a lui, nelle piccole cose quotidiane e vivere il calore di un abbraccio dopo aver chiuso la porta alla fine di un’allegra serata in compagnia.

INTIMITÀ È
camminare tra la folla in una giornata di festa percependo la vicinanza dei propri amici e la dolcezza del proprio lui,
coniugata con il benessere che deriva dalla propria anima.

INTIMITÀ È
simpatia, è sentire insieme, ma anche stare bene con se stessi.

INTIMITÀ È
pensiero, emozione e contemplazione.

INTIMITÀ È
un luogo dove liberarsi dalle proprie pulsioni ed emozioni senza essere soggetti al giudizio degli altri. Un riconciliarsi con se stessi in pace ed equilibrio.

INTIMITÀ È
essere liberi di ascoltare se stessi.

INTIMITÀ È
stare da soli con se stessi, ritagliarsi uno spazio in cui poter svolgere un’attività, un’azione che noi scegliamo che ci procura piacere, rilassamento (es. leggere, ascoltare la musica, stare proprio in silenzio). Siamo consapevoli che esistono altri tipi di intimità diversi a seconda delle situazioni che ci circondano, non meno importanti dal primo.

INTIMITÀ È
avere un proprio spazio fisico e poter ritrovare tutte le proprie cose al proprio posto senza intromissioni. E’ poter condividere con qualcuno le proprie esperienze senza essere disturbati.

INTIMITÀ È
essere liberi di non essere interrotti se si desidera fare qualcosa che si pensa di dover fare assolutamente da soli: scrivere, leggere, ascoltare musica.

INTIMITÀ È
riuscire a provare tutto questo in due.

L’ INTIMITÀ
aiuta ad esprimere se stessi, apre spazi per la libertà del proprio essere.

NELL’INTIMITÀ
i pensieri sono solo miei, se voglio li condivido altrimenti rimangono a far parte della mia intimità.

Commenti conclusivi

Il Ns. filo conduttore è stato favorire il contatto con i propri modi di vivere e pensare l’intimità nel rispetto della polisemia e della soggettività della privacy. Attraverso un’esperienza di arte partecipativa e una autobiografica, il gruppo ha potuto riflettere sull’intimità da diversi punti di vista e in diversi livelli di esperienza. Abbiamo lavorato sull’immaginario e sul concreto. Su quello che si vorrebbe fosse e quello che di fatto è l’intimità, valorizzando le differenze e le individualità del proprio vissuto. La nostra proposta era quella di aprire uno spazio di incontro e confronto attraverso la de-costruzione delle definizioni prestabilite e la co-costruzione delle infinite sfumature della privacy come dimostrano le diverse frasi su riportate.

Ringraziamo profondamente ognuno dei partecipanti e gli organizzatori dell’evento. I primi per la disponibilità a mettersi in gioco, la condivisione, il rispetto, l’ascolto e il confronto perché sono stati gli ingredienti essenziali per la riuscita del lavoro. I secondi per l’andamento e l’infrastruttura dell’organizzazione.