Clamorosa scoperta scientifica sui distroficiI risultati di un avanzato studio
sullo sport del wheelchair
hockeyNei primi anni Novanta del secolo scorso, la Uildm ha scoperto, e introdotto
nelle principali attività dei suoi associati, l'hockey in carrozzina.
Così si esprimeva in quei tempi un valente tecnico: [Il wheelchair hockey] non è pericoloso, e comunque sta al senso
di responsabilità del giocatore di comportarsi civilmente, come in
tutti gli sport! Un bel giorno l'esimio professor Vacol Joystick, della prestigiosa Ciaparat
University, si era imbattuto in questa citazione che lo aveva sommamente incuriosito:
possibile che la distrofia fosse in grado di inibire i centri di bischeraggine
del cervello umano e favorisse un comportamento onesto ed educato dei soggetti
interessati?
La consultazione di ponderosi testi tipo Va'
dove ti porta la distrofia (cioè poco lontano) di Susanna
Tamarro o la raccolta rilegata di tutti i numeri di DM, non gli aveva
fornito elementi validi per reperire
tracce anche minime di un buonsenso più spiccato da parte dei distrofici
rispetto al resto della popolazione. Anzi!... Non
soddisfatto, Vacol Joystick ha quindi optato per una sperimentazione
sul campo e in effetti, celato fra gli spettatori, ha seguito parecchie
partite
(appunto "sul campo") del Campionato italiano di WHL. Il
frutto dei suoi studi è stato poi pubblicato alle pagine 72-79
della prestigiosa rivista britannica Are you Distrophic? Ahi ahi ahi... (ottobre
2002). Eccone per i nostri lettori un'esauriente sintesi. Innanzitutto
alla sperimentazione sono stati applicati i più rigorosi
criteri di indagine. Per un'intera stagione sono state seguite e analizzate
varie partite di hockey fra squadre forti e deboli, provenienti dal nord, centro
e sud Italia. Si è prestato attenzione pure al comportamento fuori
dal rettangolo di gioco e infine, sotto il vetrino del microscopio di Joystick,
sono state sistemate le principali patologie neuromuscolari. L'esimio
docente ha così potuto annotare che in nessun evento sportivo
osservato è mancata una collezione assortita di:
- falli stupidi e anche violenti
- slealtà e inganni più o meno riusciti
in campo e fuori
- sciocche e immotivate risse
- presunzioni a gogò
- inutili gesti di reazione
- ipocrisie di tutti i generi
- crudeli sfottimenti verso i più deboli
- stomachevoli prepotenze
- insulti fra avversari, contro gli arbitri e gli spettatori
Inoltre, e si perdoni l'enormità della conclusione, in alcuni frangenti è stato
addirittura un bene che la forza muscolare degli osservati fosse così compromessa
da non permettere incidenti ancora più sgradevoli. Quindi,
pur in presenza di particolarissimi fattori come lo strazio di una malattia
così grave, la voglia di divertirsi per dimenticare gli affanni,
la gioia nel praticare uno sport alla portata di tutti e un'indubbia esperienza
di dolore che meglio avrebbe dovuto favorire la maturazione di tutti i soggetti
coinvolti nell'indagine, ebbene nonostante tutto ciò, a quale conclusione è pervenuto
il professor Vacol Joystick? Citiamo gli ultimi due capoversi del suo studio. La
gravità della malattia ha portato a una maggior saggezza? Un
difetto genetico ha bloccato la produzione di imbecillina? La presenza di
così tanti problemi, ha favorito un autocontrollo degli istinti più bassi? Nossignori.
Ciò per i malati neuromuscolari non si è verificato
nella maniera più assoluta. Il
miodistrofico infatti è risultato essere esattamente stronzo come
tutto il resto del genere umano!!! Gregorio Duchenne
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