di Franco Bomprezzi
Il secondo appuntamento con "I Quaderni
di DM" è particolarmente importante e significativo.
Abbiamo ritenuto infatti doveroso fornire ai nostri lettori -
e in primo luogo alle famiglie - un rigoroso e aggiornato documento
per fare il punto sull'effettivo stato di avanzamento della diagnosi
delle distrofie muscolari.
Può sembrare perfino pleonastico dedicare
un'intera pubblicazione a questo argomento, se si pensa al grande
fiorire di ricerche, di articoli, di programmi radiofonici e televisivi
seguiti all'affermarsi di Telethon. Eppure, è nostra convinzione
che sotto una superficie di informazione generica e spesso ridondante
si celi talora una mancanza di ordine e di semplicità nel
divulgare. E d'altronde, scopo precipuo della UILDM e del suo
staff editoriale è proprio quello di privilegiare l'informazione
di base, con spirito di servizio, senza sensazionalismi, con umiltà
e precisione.
Le famiglie che alla UILDM fanno riferimento
- e i miodistrofici in prima persona - hanno diritto a ricevere
notizie autorevoli e semplici, spiegazioni convincenti e complete.
Troppo spesso, ancora adesso, alle soglie del Duemila, un'informazione
errata, luoghi comuni, pregiudizi rischiano di compromettere le
possibilità di vita e di cura per le persone colpite da
una malattia dalle molteplici caratteristiche e da ben diversi
livelli di gravità.
Ecco perché sono particolarmente grato
- come sempre - all'amico Gian Antonio Danieli, studioso di grande
valore e figura impegnatissima nelle battaglie antiche e nuove
contro le distrofie, per aver accettato l'invito e l'onere di
curare questo "Quaderno", con il supporto tecnico e
redazionale dei collaudati e valenti Moreno Bagarello e Paolo
Poggi.
Da segnalare anche le illustrazioni belle e
solo apparentemente "leggere" di Luigi Della Morte,
che ringrazio per aver sollecitamente aderito a una richiesta
non semplice da esaudire con garbo e originalità.
Sono certo che questo secondo "Quaderno"
incontrerà il successo già riscosso dal primo numero
di questa serie: sono anzi particolarmente lieto che queste pubblicazioni
stiano assolvendo anche a una funzione di dibattito e di stimolo
all'approfondimento, come testimonia l'ampia attenzione dedicata
dalla stampa nazionale ai contenuti della monografia dedicata
ai trasporti.
Spero che in questo caso - trattandosi di un
tema più strettamente medico e scientifico - il "Quaderno"
assolva una funzione più delicata ma non meno importante:
quella di essere una sorta di baedeker, una guida da tenere
a portata di mano per essere consultata al momento opportuno,
quando - specialmente nel campo dell'informazione giornalistica
- il rischio dell'errore dovuto alla fretta è davvero a
portata di penna.
Ringrazio tutti gli studiosi e i ricercatori
che, coordinati dal professor Danieli, hanno contribuito alla
redazione della pubblicazione. Mi piace concludere questa breve
presentazione annotando, ancora una volta, come il livello scientifico
in tema di distrofie e malattie neuromuscolari in Italia sia oggi
davvero al livello delle nazioni più evolute del mondo.
Anche questo, in fondo, è motivo di speranza e di legittimo
orgoglio per la UILDM, nata proprio per favorire la ricerca scientifica
e non per elemosinare assistenza.
Di questi tempi non è differenza da
poco!
Articolo tratto da "I Quaderni di DM" - n. 2 - febbraio 1997