La SMA e la sperimentazione con il Trophos
di Angela Berardinelli*
Merita senz’altro un approfondimento informativo il protocollo sperimentale in ambito di atrofia muscolare spinale (o amiotrofia spinale, d’ora in poi SMA), con olesoxime, o TRO19622, familiarmente noto come Trophos, mutuando il nome dalla ditta farmaceutica che ha prodotto la molecola.
L’olesoxime è una molecola analoga al colesterolo, appartenente alla famiglia dei modulatori dei pori mitocondriali [i mitocondri sono “organelli subcellulari”, N.d.R.]. Studi preclinici – cioè di laboratorio – hanno dimostrato che esso promuove la funzionalità e la sopravvivenza dei neuroni e di altri tipi cellulari, in condizioni di rilevante stress ossidativo, attraverso l’interazione con la permeabilità mitocondriale.
Nella SMA sono state riportate alterazioni degli enzimi della catena respiratoria, cioè di quelli che consentono ai mitocondri di far “respirare” la cellula. Non è noto, tuttavia, il ruolo di tali alterazioni nella patogenesi delle SMA e anzi alcuni lavori vedrebbero in esse solo uno degli effetti e non la causa della malattia. L’olesoxime si è comunque dimostrato efficace nel modello animale di SLA (sclerosi laterale amiotrofica), malattia per alcuni aspetti assomigliante, ma non identica alle SMA.
Il farmaco è già stato impiegato in un protocollo sperimentale in Francia, ma i risultati di questo studio non risultano al momento disponibili.
In Italia la ricerca, coordinata da Enrico Bertini dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, con la collaborazione di altri Centri, è attualmente in corso. Nel protocollo sono stati inclusi pazienti affetti da SMA II e SMA III non deambulanti, tra i 3 e i 26 anni, di ambo i sessi, con un quadro clinico e un’analisi molecolare che confermavano la diagnosi di SMA.
Tra i criteri di esclusione – oltre a varie patologie non associate alla SMA (disfunzione renale, difetti cardiaci congeniti ecc.) o a patologie acute in corso (ad esempio infettive) – vi è l’uso di farmaci per il trattamento della SMA (fenilbutirrato, steroidi anabolici), ad eccezione del salbutamolo, purché assunto per almeno sei mesi prima dell’ingresso nel trial. Altro criterio di esclusione è un intervento di correzione chirurgica della scoliosi nei sei mesi precedenti.
Il protocollo dovrebbe durare due anni, con una prima verifica dell’efficacia dopo un anno, momento nel quale, in mancanza di risultati positivi, esso potrebbe essere interrotto.
Il test dell’efficacia e della sicurezza del farmaco somministrato avrà luogo periodicamente, attraverso parametri sia clinici, sia laboratoristici, sia elettrofisiologici (elettromiografia con elettrodi di superficie).
L’attesa principale rispetto all’efficacia del farmaco – definita anche come outcome primario – è quella di un miglioramento della funzionalità motoria in base alle scale standardizzate utilizzate nella valutazione. Per quanto poi concerne altri outcome secondari, essi riguardano eventuali miglioramenti sia della funzionalità respiratoria, sia della qualità della vita dei pazienti, intesa in senso più generale.
*Fondazione Istituto Neurologico “Casimiro Mondino” di Pavia. Componente dal 2000 della Commissione Medico-Scientifica UILDM.
Testo redatto nell’ottobre del 2011.
Per ulteriori dettagli o approfondimenti bibliografici: Ufficio di Coordinamento della Commissione Medico-Scientifica UILDM (responsabile: Stefano Borgato), tel. 049/8024303, redazionedm@eosservice.com.
Data ultimo aggiornamento: 12 dicembre 2011.







