Sull'accessibilità digitale dei servizi agli sportelli pubblici

È uscita il 7 luglio una Circolare, pubblicata dall’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale) sulle Raccomandazioni e precisazioni sull'accessibilità digitale dei servizi pubblici erogati a sportello dalla Pubblica Amministrazione, in sintonia coni requisiti dei servizi online e dei servizi interni.

Il testo è rivolto alle Pubbliche Amministrazioni e intende richiamare i principi di accessibilità digitale in favore di quegli utenti che, trovandosi in uno stato di limitazione funzionale, abbiano necessità di accedere alle informazioni e di fruire dei servizi pubblici.

La premessa è il punto centrale di tutto il documento: in essa viene evidenziato come i servizi debbano essere caratterizzati da accessibilità, fruibilità ed efficacia a favore di tutti senza alcuna discriminazione, con una particolare attenzione all'identificazione della persona secondo la normativa in vigore, oltre che alla possibilità di esprimere autonomamente la propria volontà.

Il diritto all'accessibilità dei dati, dei documenti e dei servizi deve essere assicurato in maniera universale, per consentire anche «alle persone con disabilità di vivere in maniera indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli ambiti della vita», secondo quanto sancito dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità. Infatti, tra gli impegni che gli Stati hanno sottoscritto c’è anche quello di assicurare alle persone con disabilità «l’accesso [...] all'informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o offerti al pubblico, sia nelle aree urbane che nelle aree rurali».

In questo filone si inserisce il documento qui presentato, che si focalizza in particolare sui seguenti temi:

· i servizi allo sportello erogati dai dipendenti con il supporto delle tecnologie

· i servizi online

· i servizi interni di supporto a quelli di sportello e a quelli online

Per quanto riguarda i servizi allo sportello, la Circolare predispone la presenza di «accomodamenti ragionevoli», ossia quelle modifiche ed adattamenti necessari perché le persone con disabilità possano godere pienamente dei diritti e delle libertà fondamentali, anche nel caso in cui ci siano impedimenti di natura comunicativa, nello scrivere o firmare. Gli accomodamenti possono essere di tipo tecnico, organizzativo e di mediazione: nel testo dell’AgID ne vengono presentati alcuni esempi. Nel caso, per esempio, di persone con ridotta mobilità si citano alcuni strumenti per comunicare ed esprimere la propria volontà con mezzi alternativi alla scrittura: «il dispositivo che segue il movimento degli occhi e permette all’utente di navigare sullo schermo con i soli movimenti oculari; lo strumento di puntamento dei tasti della tastiera attraverso il movimento della testa; interruttori a soffio che consentono di impartire al computer comandi dicotomici (sì, no) attraverso inalazione ed espirazione; guanti per digitazione che facilitano il senso tattile e i movimenti precisi della mano, chiamati anche guanti intelligenti; scanner parlanti per la verifica uditiva del documento».

Le stesse norme di accessibilità e fruibilità riguardano anche siti web e portali di servizi, moduli, formulari, documenti, insieme a tutti gli atti e provvedimenti amministrativi. Ora l’impegno degli Enti Pubblici è quello di mettere in pratica quanto presentato in queste Raccomandazioni.

L’uscita di questa Circolare è una prima, positiva risposta alla battaglia sulla firma digitale «Firmo quindi sono», lanciata da Simone Parma. Simone, affetto da distrofia di Duchenne, nell’ottobre 2014 si presentò all’Ufficio Anagrafe di Rimini per rinnovare la sua carta d’identità. Non potendo firmare con l’ausilio delle sue mani gli era stata negata la richiesta di un aiuto. L’impiegata, pur riconoscendo la sua totale capacità di intendere e di volere, aveva scritto sul documento la dicitura “impossibilitato”, determinando di fatto una condizione di tutela che comportava una grave limitazione della libertà personale e aggravio di costi per esercitare i propri diritti. Consapevole del buco legislativo inerente l’impossibilità di firmare da parte delle persone con disabilità motoria, Simone iniziò la sua battaglia per sensibilizzare la politica e l’opinione pubblica su questa situazione. Simone è mancato nel 2015. Il suo impegno ora è portato avanti dalla mamma, Grazia Zavatta insieme a UILDM e all’Associazione Luca Coscioni. (a. p.)

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