Oggi in Italia l’accesso alla formazione, al lavoro e alla vita sociale è ancora segnato da profonde disuguaglianze, un panorama che rischia di aggravarsi ulteriormente se la transizione digitale e l’avvento dell’intelligenza artificiale non verranno gestiti in modo inclusivo.
I dati ISTAT e INAPP dipingono un quadro emblematico: solo un terzo delle persone con disabilità in età lavorativa ha un’occupazione, un dato che nel Mezzogiorno crolla sotto il 25%, dove meno di una persona su dieci riesce ad accedere a percorsi di formazione professionale o digitale. Il divario riguarda anche il genere e le competenze, visto che soltanto una donna su cinque tra i 25 e i 44 anni possiede abilità digitali avanzate. L’Italia continua così a collocarsi al di sotto della media europea per l’inclusione digitale delle categorie più vulnerabili.
La trasformazione tecnologica rappresenta quindi un’arma a doppio taglio: da un lato può trasformarsi in uno straordinario volano di autonomia, occupabilità e partecipazione civica; dall’altro rischia di creare nuove forme di emarginazione per chi non possiede gli strumenti o le competenze per stare al passo. Nei diversi contesti locali, infatti, si nota spesso una distanza tra i servizi di inclusione e il settore tecnologico, accompagnata da una forte carenza di corsi formativi davvero accessibili.
È proprio per rispondere a queste criticità che nasce il progetto “Intelligenza Artificiale e Inclusione: Percorsi di Empowerment e Lavoro per persone con Disabilità e in Condizioni di Fragilità Sociale”, con l’obiettivo di promuovere un’inclusione “evolutiva” diffusa in tutte le regioni italiane. Attraverso un’alleanza strategica tra sistema educativo, mondo del lavoro e Terzo Settore, l’iniziativa adotta una metodologia partecipativa dal basso (bottom-up), che mette al centro i bisogni reali delle persone. L’intento finale è offrire percorsi integrati di formazione e accompagnamento al lavoro per permettere a ciascuno, a prescindere da genere, disabilità o condizione sociale, di esprimere al meglio il proprio talento e le proprie capacità nell’era digitale.





